D' Artino Alessia

BECAUSE OF DEATH

“Il ragno ha sei zampette.
Il pipistrello dorme a testa in giù.
Il bradipo è lento, lento, lento.
Il gatto, sei, nove- le vibrisse”;

/è una bella favola, ascolta:

“Al mare c’è la sabbia.
In centro sempre un chiosco.
Di notte la via s’illumina di insegne.
Dal tavolo i piatti, via, a dopo-si fa il turno”;

/ascolta:

“I palazzi li costruiscono in poco tempo.
Le carte si disfano, prima si mischiano.
Dentro i palazzi ci sono le stanze.
Dentro le stanze ospiti-che altro?”

ascolta
: il ragno strapazza le zampette
//

 è una bella favola
: il pipistrello non dorme a testa in giù
//

Il bradipo è lento, lento
Lento
: //


(Because of Death?)
//

MEZZO CIELO

                                      Per prima cosa, la Lingua,
                                      (stava nei rigori del balcone).

Lo sporco del mattino seguente
rovesciò in quel modo
sulle estati di neve secca.
Pavoni in pianura bucherellarono ettari di siepe
e lentamente scomparvero
in una leggerissima affezione di carminio
e tre gradi di grigio Iscariota.

Dimmi per prima cosa
se dopo riusciremo ad affrontare la macchiettata espressione
del brio svogliato dei vicini; la stoffa del loro sopracciglio
ritratto-
Saranno ancora in viaggio, partiti col primissimo trenino
ficcato in pasto al bicchiere… Ne avranno approfittato
per tagliare la corda
e bruciare alla giornata il pelo degli assenti.

Lo sai che questa permanenza mi annoia profondamente.

Potrò dire, senza urtare nessuno, che la trovo sgombra di me;
che alla sera o alle prime ore del mattino masticherei cuoio e uova secche
per poter indugiare, col respiro smorzato, in un profondo
e sgarbatissimo
dolore- allineata al tramonto come un
Giuda; con la lingua intrecciata a quella di una serpe
fino a darmi fastidio
(vi pregherò di coprire il petto su di giri per tutelare le interiora di latta).

Ora
Vedo il paradiso, coi suoi vitelli da latte
Per come è sovraccarico- in mangiatoie e inibizioni di bontà.

CHIMGIRL

Aveva smesso con
tutto, lei- era: Ingrassata.
Duplicata.
Se le offrivi un sorso
della tua
birra allungata
ti inceneriva intonando
il madrigale dell’ Angioletto Scalzo,
con tanto
di gancio e ritornello
sulla figura del Sodomita Redento:
tutto il racconto per intero, sciorinato
lì per lì,
te lo faceva di gusto- aveva smesso con tutto,
lei.
Cos’ altro, in sovrappiù?

(che a questo mondo, mostratemi la figura
intera
                    di qualcuno che sia felice
          dentro, e che tutto, all’ infuori, corrisponda
                                                                                                     al vero
- infatt..i).

Diceva:

“Porto la Madonna in merceria
a scegliere la stoffa
per allungare l’ orlo all’ abito”;

diceva

(City Girl, you’re Beautifuuul,
I love you-uh.uhh
)
: “L’ ospite, quando è invisibile, può essere chiunque”.

KILLER

L’ ho stesa
in 3 modi
notevoli:

melodico
inganno
armonico.

Soffia il vento
e marciscono le mollette.

Rattrappisco tutta
che le mani piangono
ma sono lontana, io

e non mi lamento:

metto a fuoco
quel caccoso punto
fin quando non mi tremano,

a un soffio dal guadagno.

FUCKED AMAL

Mi guarderesti
senza fartene
accorgere?

Proveresti a conquistarmi
intonando una
nenia?

Mi continueresti mai?

Perché questo amore
(una volta più in poi sapremo il perché)
sarebbe noioso come la diarrea, inutile come la

merda:

Mi continueresti mai e ti continuerei
io?
- così, siamo ridotte…

Io si ti continuerei.

CORNER

                       Ho fatto come il cammello

Fiaccata la gobba nell’ocra

                       Riempito una sacca minerale

Una bolla calva scoppiata all’alba.

IL SUICIDIO DEL CIGNO

Ho molto apprezzato quella stanza piena
dove tu non c’eri,
appretto di gesso e cotone di plaid-
vederla farti fare
vederla farti dare
vederla in calci
a fartela amare:
in ombre dove tu non c’eri
io non
trovavo l’oggi, no, e mi mancava il
ieri;
in sedie e torsi di legno e muscoli
e rivestiture umane
- ma no, intestine, solo contenenti-
appretto di farina e mollezze di scroto:
avevano una bocca
ed avevano un cappello
e voi respiravate
dove tu non c’eri,
dove tu non c’eri ed eri bianca
e dove sai
                     - piangevi;
dove lo sguardo non diceva il saluto
e nessuna maschera
(in un dove sparuto non mi hai
riconosciuto)
e tante maschere, soltanto per poco
nella stanza vi incidevi
ma lo scornuto della tua mollezza
bambilenante
ed il soprannome
ossuto
e l’avanguardia teatrante,
riottosa come d’inciampo su un ferro
buffo
e vecchio battuto dalla ruggine
che credevi oro…
E la mancanza scarnificante di te
al tuo corpo,
e loro ridevano-

quella si, c’era.

S’ ABBINA

E’ arrivata col vento, trascinata e
piovuta come le foglie
d’ autunno

(non è la mia).

Tu dimagrisci, niente con lode,
e sventoli...

Io crollo in litri di sangue prezioso
e faccio tanto del tuo sesso, curvandoti le ossa.

Lo sai che non sta bene
- sai cosa si prova a dire
‘Continua’…

(è mia e tua).

Ora mi licenzieranno.
Ora arriverà un’ altra foglia: lascio che cada

e muoia.

HIDDEN TRACK

Sono nata presto,
da una doccia a notte
da una bionda rapina
domenicale d’altra
                                       delinquenza

E mi sogno spesso
in una casa nuova,
la porta aperta sulla strada
dove lei non c’è
                                 ma arriverà presto

(una casa di altre domeniche fa).

SHOT 1

Fa’ finta di me,
dì in giro che non
mi conosci, che parli
da sola per dire
che stai impazzendo

                                           di felicità.

POESIE

Un giorno o l’ altro
le ficcherò
tutte alla rinfusa
in un robot da cucina

e te le rovescerò addosso.
                         

Nota biografica: 

Alessia D' Artino è nata a Roma l' 11/ 06/ 75, città dove abita fino all'età di otto anni: età che segna un nomadismo a tutt'oggi mai interrotto, con spostamenti annuali o bi-annuali tra un paese dei Castelli Romani all'altro- poi Roma. Poi Berlino e Londra. Si appassiona di musica, poesia e letteratura prestissimo: a 14 anni inizia a studiare percussioni; nell'anno in cui consegue il diploma artistico, suona già in diverse bands e scrive versi ed è iperattivamente fuori con sè- batteria, basso e chitarra saranno la base e la ricetta dell'eclettismo "scambista" che sarà l'anima di uno dei primi gruppi punk capitolini al femminile: le Fuckin' Barbies, per le quali lo scambio di strumenti musicali è un'urgenza che non conosce strategia. Pubblica nel 2006 con la casa editrice "clandestina" I Figli Belli la sua prima raccolta di poesie "41 Geminytwinz (In G-Blue's Syrup 75)". Diplomata all' Accademia della Critica e del Giornalismo Musicale di Roma, collabora con le testate Metal Shock e Rockerilla: con quest'ultima scrive per diversi anni, prima di trasferirsi a Berlino, dove, come Dj e Promoter e musicista è presente ed attiva nella scena underground così tanto da definirne lo stile ed i contenuti futuri- suo è il concept di Poopsy Club (condiviso con l'amico/collega Noisy Pig), uno dei party che hanno formato ed ispirato di più la scena queer/alternativa berlinese, dal 2006 ad oggi. Alessia vive tra Londra e Berlino.

Poesie
41 GEMINYTWINZ (In G-Blue’s Syrup 75)

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