Abiura, poesie dal quotidiano (1-5)

1. epifania

mai visto un buio così accogliente
il varo nel tuo corpo mi ricorda
la loggia nera
l’ultima volta che andai in chiesa
sudavo come un porco
di cristo non mi interessava
quel saio pesava d’estate
quanto tutti i miei vestiti sotto
è stato quello il mio primo giorno da ateo
quando quell’ostia s’incollò al palato
e il corpo non voleva più stare
in mezzo alle madonne inginocchiato
sotto la volta claustrofobica
di una fede imposta a qualche giorno
dalla mia nascita
credo l’acqua sia stata tortura
assieme alla manovra di dix-hallpike
un capogatto mi prese il pianto
bell’invito all’iscrizione di una setta
per aumentare i dati istat
e farmi credere puro dopo avermi lordato
di una cerimonia caina

*

2. raccomandata A/R 20 giugno 2017

ero stanco di questo velo battesimale
e ho spedito un modulo uaar per sbattezzo
spero arrivi la raccomandata col responso
mentre dal medico parlano dell’aldilà
ho scritto a mara qualche verso
"il mondo della poesia è
il posto più ipocrita dove marcire
sarò un borderline, un guardrail
o le corde del ring
che hanno visto autori scannarsi
e poi abbracciarsi per un pugno di pagine
invendute"
per invitarla a boicottare un evento
gestito da una siringa d’acqua calda vivente
la piersilvia del losco provinciale arraffatutto
il quale ha sfruttato la crema come carta moschicida
per fare ceretta alla sua forfora
anche se il suo nome è fallimento

*

3. poetare è accendere la

poetare è accendere la sigaretta con la brace dell’altra
un vizio piacevole all’ombra di un pannello solare
ma mortale come il setaccio della qualità il quale ringrazio
quando vedo cadere una massa di corpi inamidati
non come me sospesi a scrivere tra lividi e
spasmi insonnia brividi e tosse nervosa dovuta all’editing
del mio spirito
una questione personale da universalizzare
rendere propria a ogni lettore la mia verità
mentre le tue dita s’affacciano alla scarpa
nello spazio stretto di un’immensità di versi

*

4. allora va bene alle 18

la felicità non è perenne
è un periodo
oggi è stata un pomeriggio tra i tuoi passi
incupolati nel biondo accucciato alla mia spalla
quasi un riparo l’ascella sul lungomare
quando ti fai minuta col tuo corpo scalfito
nella fermezza della parola
il suono dei tacchi estivi e il leccare
del gelato al ponte echeggiano con le risa
e i tuoi occhi prosciugano il mio verbo
tra ciliege di cassata

*

5. 36 gradi a testa

la calligrafia dell’ombra del seno
era la cesellatura di un desiderio
sentito sotto la doccia in una parentesi
dal caldo torrenziale
36 gradi a testa sono 72 come
l’angolatura del tuo corpo appoggiato
con gli anelli alle piastrelle e la mano
che ti insapona il ventre
quando io ti vengo dentro

(5 poesie estratte dall'inedito ABIURA, POESIE DAL QUOTIDIANO - inedito 2017)