Abiura, poesie dal quotidiano (6-10)

6. una manciata di giorni senza scrivere

una manciata di giorni senza scrivere
c’era l’afa e il puzzo di sudore sparso
ovunque non dava spazio a odori
i tasti viscidi fermi sotto il vapore
delle mani e la penna immobile
oscillava tra il letto e il ventilatore
un piede appeso al letto dondolava
sulle notti bianche e i pomeriggi neri
di smalto risvegliato da un contratto
editoriale nel quale l’unica clausola dice che
devo scrivere per te

*

7. avremmo condiviso assieme questo lutto

avremmo condiviso assieme questo lutto
se non fossi stata un punteruolo rosso
facendo appassire la palma dell’amicizia
di giorno in giorno c’è una foglia che cade
ma non sempre per il mio comportamento
radicale e contraddittorio ma perché
miodesopsie bianche e nere t’accecano
col passato e mi vedi mostro cannibale
bastardo accusatore mentre ti sto solo
abbracciando per non far cadere l’albero

*

8. mosaici bianchi

non m’importa l’immagine stavolta
ma la composizione del mosaico
la bravura nel tagliare i vetri col diamante
spaccare la pietra con la precisione dell’orafo
creare gli incastri tra marmi e legni
non costruendo dighe ma lasciando traspirare
le parole collegate alla telefonata da casa
l’annunciatrice la presentatrice la stilista
il medico il prete la bambinaia la valletta
i complimenti per la trasmissione
non mi hanno mai sfiorato ho preferito il ferro
in grado di colpire con forza e lasciare un segno
privo di retorica
questa è la poesia per me
la sregolatezza della visione che scippa una donna
dei dettagli
i contorni sono come le ore
servono a riempire gli spazi e i tempi
ma per il succo basterebbe un attimo
per questo sono andato da francesca a mangiare e bere
oltre che per stemperare il gran ritorno degli attacchi
di panico che rimontano come una carovana d’elefanti
dio è morto
non è stato mai creato
è solo uno scoglio
a cui il debole si attacca sperando non si spezzi la poltrona
io invece vago tra una corrente e l’altra del liffey
come la gente di dublino che si presenta ad ogni incontro
coi suoi morti in coda

*

9. quattro versi nella notte

che io sia parte di bivio
non per forza una scelta
ma almeno un pensiero
che si chiude nella curva

*

10. la sofferenza è

la sofferenza è
una lingua muta
dietro un sorriso

*

(altre 5 poesie estratte dall'inedito ABIURA, POESIE DAL QUOTIDIANO - inedito 2017)