Comunicato

Già così tenera di folla (per F. S. Dòdaro) di Francesco Aprile

Presentazione del libro

di Francesco Aprile

Già così tenera di folla (per F. S. Dòdaro), Oèdipus Edizioni, collana “Intrecci”, giugno 2019

Mercoledì 10 luglio
Ore 19:00
presso
Libreria Nuova Macelleria Patella
Via M. Giannelli, 85, 70022 Altamura BA

Dialogano con l’autore
Clara Patella
Vittorino Curci

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Francesco Saverio Dòdaro (Bari 01/08/1930 – Lecce 09/02/2018), a cui il libro è dedicato – ripercorrendone, in parte, vita e opere –, è stato poeta, poeta verbo-visivo, teorico dell’arte e della letteratura, narratore, operatore culturale, studioso del libro e delle sue forme. La vita e l’opera di Dòdaro sono ripercorse nel libro in una forma che tiene insieme poesia, prosa e teatro, seguendo l’idea dòdariana dell’abbattimento delle barriere fra i generi, i linguaggi, i media.

Dall’introduzione di Alfonso Lentini:

Giovane ma già importante esponente (nonché studioso) dell’Asemic writing (quella scrittura priva di “senso” che, secondo una bella espressione di Adriano Accattino, “non lascia tracce e non fa rumore”), Francesco Aprile propone in questa sua pubblicazione qualcosa che, pur non essendo del tutto ascrivibile all’Asemic writing, ad essa somiglia molto. Dell’Asemic writing qui troviamo il ritmo semantico spezzato (per quanto non ridotto allo zero), troviamo il gusto per le torsioni (o trasgressioni o stravolgimenti) lessicali e di sintassi, troviamo l’idea dello scrivere come movimento incompiuto, azione comunicativa che si svolge sottotraccia attraverso connessioni fulminee e percorsi non lineari, troviamo l’idea del gesto aperto, quasi una curva nell’aria, qualcosa che somiglia al movimento ampio, fisico, naturalmente elegante del contadino che, dopo l’aratura, sparge a spaglio il seme sul suo campo. Insomma, vi troviamo l’irregolarità eretta a scelta di campo. Tuttavia il raffinato e coinvolgente tessuto testuale di questo libro è disseminato di sensi, è dotato di una non comune urgenza del dire; e infatti fin dalle prime parole si vede che è una sorta di lettera, un filo che si dipana onduloso a girotondo di rondine e si inoltra inclusivo, affollato di nomi, situazioni, eventi: gli eventi, i passi e le passioni che negli anni hanno dato corpo al mondo intricato e meraviglioso della sperimentazione espressiva e del pensiero difforme. Un capo di questa lettera-filo è idealmente nelle mani di un personaggio chiave, anzi una persona, Francesco Saverio Dòdaro, che di quel mondo è sta- to indiscusso protagonista: a lui Aprile dedica il suo scritto e a lui rivolge il suo discorso. Però Dòdaro qui non è soltanto il destinatario; è anche (e forse soprattutto) il centro di irradiazione delle ragioni forti che abitano nel profondo di questa apostrofe appassionata. Il testo di Aprile traccia infatti, sia pure a frammenti, le linee di un racconto fatto di azioni e di immaginazioni. […] Il testo si svolge perciò come una rievocazione à rebours: un attraversamento memoriale di una sfida collettiva che non può fermarsi neppure di fronte alla grande sacca di vuoto e di dolore che la scomparsa di un protagonista lascia inevitabilmente dietro di sé. Il giro armonico, quasi balestriniano, scandito da reiterazioni e riprese testuali, i frequenti rallenta- menti sintattici che farebbero pensare al Sanguineti di Laborintus in questo caso non sono esercizi retorici; servono piuttosto a sottolineare il movimento a spirale, cioè continuo, incessante, delle vite e delle sfide intellettuali che si avvicendano nella storia.

Nota biografica dell’autore
 

Francesco Aprile (1985, Lecce), poeta visivo, autore di scritture asemantiche, asemic-glitch writing, glitch, asemic cinema, abbecedari asemantici, scritture sbagliate, ha aderito nel 2010 al movimento letterario “New Page – Narrativa in store”, fondato nel 2009 da F. S. Dòdaro, diventandone direttore dal 2013 con Dòdaro, dal 2016 in autonomia. Ha fondato nel 2011 il gruppo “Contrabbando Poetico”, firmandone il primo manifesto, e con Cristiano Caggiula, nel 2014, la rivista Utsanga.it. Sempre con Caggiula ha curato i volumi Asemic writing. Contributi teorici (Ivrea, Archimuseo Adriano Accattino, 2018) e La parola intermediale: un itinerario pugliese (Cavallino, Biblioteca Gino Rizzo, 2017). Nell’area delle scritture verbovisive è presente con pubblicazioni presso Poetry Library (Londra), Tate Library (Londra), Poetry Collection (Buffalo University) e con opere presso Archimuseo Adriano Accattino (Ivrea), Accademia di Belle Arti di Palermo – Collezione libri d’artista, ArtPool Art Research Center (Budapest), Imago Mundi-Visual Poetry in Europe (Fondazione Benetton) ecc. Dal 2016 è inserito in ADA-Archive of Digital Art/Media Art Research Center (Danube University, Krems). Diverse sono le pubblicazioni in poesia e poesia visiva.