Approfondimenti

AL DI QUA DEL BENE E DEL MALE

You are missing some Flash content that should appear here! Perhaps your browser cannot display it, or maybe it did not initialize correctly.

a cura di Ianus Pravo

"Quel che penso veramente è che il male non è mai 'radicale', ma soltanto estremo, e che non possegga né profondità né una dimensione demoniaca. Esso può invadere e devastare il mondo intero, perché si espande sulla superficie come un fungo. Esso 'sfida' il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, di andare alle radici, e nel momento in cui cerca il male, è frustrato perché non trova nulla. Questa è la sua 'banalità'. Solo il bene è profondo e può essere radicale" (Hannah Arendt, "La banalità del male").

Ma non è vero che la banalità non possegga profondità, e invece la possegga il bene. Nel profondo, nella radice, prende vita l'indifferenziato, e la differenza cerca l'aria della superficie, ogni differenza vive in superficie: nella tradizione cinese, il volto di Dio e il volto del Diavolo sono lo stesso volto, la radice dell'uno è la radice dell'altro. Guarda bene, Eichmann ha lo stesso volto, alzato a forza, con un frustino o un manganello, verso la macchina da presa, dell'ebreo nudo e scheletrico. Mi è toccato di scrivere, in 'Nostra Signora d'Auschwitz', "l'Auschwitz che protegge in rubedo ogni Atene dell'uomo'. È questo un pensiero nauseabondo, ma la bellezza di un atto risiede nella sua vanità, e ogni pensiero prende forza dalla nausea che provoca, dalla nausea della sua vana bellezza.

Sicuramente, chi non distingue Auschwitz da Atene è un po' idiota, ma chi le distingue idiota lo è del tutto.
 

Commenti

domanda

Immaginare che in una situazione senza guerra passare qualcosa di simile quello é successo dopo 1916:
"sia confuso questo cinismo con una conoscenza crescente delle regole di questo mondo, quando in realtà erano più confusi e quindi è diventato più stupido di quanto non fossero prima. L'odio, non scarsa, certamente nel periodo pre-guerra mondiale, cominciò a svolgere un ruolo decisivo in tutte le questioni "hannah arendt. Le origini del totalitarismo.
Questa società sceglie un capro spiatorio a caso da piccola, per una data età esprimere il loro odio sistematizatta attraverso Funzionari. Circondata di funzionari la vittima si esaurisce lo spazio e il tempo,senza via d´uscita,senza passato,nessuna famiglia ma all´aperto. La naussia si repete in un ciclo nessun termine, dove si trova la belleza.Cosa pué fare la vittima di questta società scelto a caso e falsamente accusato?

domanda

La vittima, in qualsiasi società, non è mai innocente. Il sacrificio, il koban, fonda ogni società. Se la vittima può fare qualcosa, può fare qualcosa per non esserlo, vittima. Io posso amare, è difficile, ma lo posso fare, io posso amare un uomo, mai una vittima. Non vi sarà mai giustizia in soccorso di una vittima. Il coltello e la piaga sono il meccanismo di ogni potere sociale, ma, corrompendo Shakespeare, when mercy seasons justice, justice dies in that voice. Ma sono io che ho posto una domanda: chi è il coltello, chi la piaga? Se c'è un coltello, se c'è una piaga.