Approfondimenti

Bunker due

Siamo svegli: l’alba è schizzata a rollò, con il cannocchiale, osserviamo fuori dal Bunker: fuori di qui.

Senza titolo

Non sentiamo gli odori, non viviamo in mezzo agli Altri, e quando usciamo, indossiamo mascherine in lucite (plastica e vetro) per proteggere bocca e naso, da questa aria che uccide al fulmine!
Sentiamo il notiziario: le Elezioni Politiche sono Argomento, la notizia ripresa: Elvis riavvistato in Sud America, Leo inclina il capo, io anche io.
L’Italia non esiste, però ci vivono gli italiani.
L’Italia è a Milano. Un pezzo di ogni regione dello stivale si è trasferito qui; lo stivale, ma se ci penso come si fa a non sorridere all’idea, che il Paese è una favola: il Gatto con gli stivali di Giovanni Francesco Straparola.
Le nostre tute da ginnastica sono gialle, riga di lato gros grain rossa, le ha confezionate una cliente, che fa con me la terapia degli oracoli junghiani, disegnati da Nicoletta Ceccoli.
I loVe Yellow.
We loVe Red.
Gli addominali li facciamo con un elmetto sull’ombelico, non il “Farina” o la “Cervellieria”, ma l’Rf francese, il migliore.
Elvis Come Back 68 il concerto scorre sull’unico muro che non abbiamo fatto imbottire di velluto rosa dalle pompe funebri. Elvis è più grasso, il suo Come Back è fondamentale: quegli scarafaggi urlanti, l’avevano messo in ombra, ma il Colosso torna.
John Lennon su un quotidiano: prima di Elvis c’era il nulla.
L’emozione è vivida, allaccia alla gola con un filo spinato di diamanti al freezer.
Siamo sulle cyclette, il timer ci impone pedalata programma montagna, ma noi abbiamo tutti i numeri per resistere a stanchezza: ci piace il dolore, ne teniamo scorte, perché fuori è Dolore.

Dobbiamo allenarci ogni mattina, l’ha deciso Leo.
Lui aveva un ferramenta in Salvador e sette dipendenti e tutti i giorni facevano sport.
Siamo ai bicipiti.
Elvis scompare nei titoli di coda rossi.
LoVe Red, LoVe Elvis.
In automatico si accende la mia lavagna elettronica.
E appare una mia frase: si piange con le lacrime e con i pensieri. Il cuore non piange, essendo un muscolo, si contrae esprimendosi.
La lavagna si spegne, pluf, e noi sappiamo che la Guerra deve ancora venire: ma è la Rivoluzione delle Televisioni che ci lascerà stesi, massacrati in deserto rosso, non più umani né animali, ma spettri avvolti in nuova tecnologia di onde; sarà il più grande auto- gol del Secolo.
Mi sto asciugando, sono quasi pronta, Leo apre alla Mantovani, la mia prossima cliente.
I LoVe Red Life/ Death.