Approfondimenti

Camus - Casarès 19

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3 novembre 1953

 

Mio caro amore,

ho trovato oggi sulla scrivania (ieri era vacanza) le tue mappe di Bruges e di Grand e la letterina da Anversa. Segnali troppo brevi (non è una critica) di una vita che mi manca sempre di più. Ma ero felice di sapere che avessi trovato qualcosa da ammirare e da amare, almeno un po’.

Detto ciò, questa assenza è durata abbastanza ed è veramente tempo per te di tornare. Io mi sento spaventosamente solo nel frastuono di Parigi, deprivato, assetato e anemico.

Poiché sopportavo male l’idea di lasciarti a tre settimane dal tuo ritorno ho fatto rinviare a gennaio il viaggio per l’Egitto. Sarò ad Algeri il 2, per il matrimonio di mia nipote, ritornerò il 5 e ripartirò verso l’8. Sarò a Parigi alla fine di gennaio. Questo ci permetterà di avere un mese e mezzo di tranquillità e soprattutto, dato che tutta la mia famiglia andrà a Orano dal 15 novembre, fino a gennaio precisamente.

Ecco quanto volevo scriverti per farti pensare con piacere all’avvenire. Per quanto mi riguarda, questo futuro prossimo mi aiuta a sopportare i giorni senza di te.

Ciò che mi hai detto sugli “Actuelles” mi ha riscaldato. Ne avevo bisogno a dire il vero. […] “L’Homme revolté” è appena stato in scena Londra e l’ahnno accolto in modo insperato. Dovrebbe farmi piacere, eppure mi è indifferente. Sono giunto a provare disgusto per questo libro. (A proposito, Breton, che mi aveva accusato, come sai, di falsa testimonianza, mi ha fatto richiesta di testimoniare a suo favore in un processo in cui rischia una forte ammenda.) Al contrario, le poche parole su di te negli “Actuelles” mi hanno fatto arrossire di soddisfazione. Io lavoro, male ma lavoro. […]

  
7 novembre 1953 

Mio caro amore,

poiché questa lettera sarà l’ultima dalla nostra separazione, vorrei che fosse il primo gesto del mio quarantesimo compleanno e che il giorno in cui accedo al secondo versante della vita iniziasse con te.

Come Dante, giunto a questa età davanti alla soglia dell’inferno si vide tendere la mano da Virgilio che lo avrebbe condotto dolcemente tra i morti… ecco grande solennità mio piccolo Virgilio. Ma è vero, è ridicolo che mi senta così grave e malinconico, portato a farmi pieno di vita e a decidere di essere diverso per certi aspetti, da quello che sono stato. […]

 

mercoledì 23 dicembre 1953

 

Mio caro amore,

sono le 21 e partirò tra un’ora. Lo sciopero dei servizi aerei si è prolungato e il mio volo di domani è stato soppresso. Fortunatamente Audisio mi ha offerto una cuccetta nel treno di stanotte e sono riuscito a trovare due posti nel battello che partirà domani da Marsiglia per Orano. Raggiungerò Orano venerdì e passerò dunque il Veglione in mare con il mio bambino. È un buon modo di passarlo. E soprattutto è di Jean che mi rallegro, mi è mancato un po’ da quando se n’è andato. […]

 
venerdì mattina ore 10:00 

 

Ci stiamo avvicinando alle coste e Orano. Non ho imbucato ieri questa lettera né a Parigi né a Marsiglia perché le poste sono in parziale sciopero (20.000 sacchi postali a Parigi). Come gli aerei che non sono ripartiti ho paura che anche questa lettera non arrivi a Tunisi che quando tu non te ne sarai andata, ho anche paura che durante questa separazione (fino al quattro) ci si scriva a vuoto mancandoci a vicenda. Periodo strano.

Bon. Ho fatto un viaggio accettabile nonostante (o forse a causa) di un tempo molto cattivo. Jean ha il piede marino e cammina sul ponte come vecchi lupi di mare, abbiamo respirato insieme l’aria dell’oceano e chiacchierato come vecchi amici. È il più adorabile dei piccoli compagni, discreto, un po’ distante, sorride improvvisamente. Stamattina, mare meraviglioso liscio e piatto con un sole scintillante. Ci siamo fatti la doccia insieme. Mi ha detto che aveva un “granello di muscoli” anche lui. E che per lui le femmine devono essere civettuole e i maschi muscolosi. Abbiamo riso, ci siamo spalmati la crema e ora siamo sul ponte a prendere il sole. […]

 

sabato 26 dicembre 1953

 

Mio caro amore,

solo due righe per dirti la difficoltà in cui mi trovo. Ho trovato Francine in uno stato allarmante. Si tratta di nevrastenia acuta con angoscia e idee fisse. Se l’avessi potuto, avrei cancellato il viaggio in Egitto per seguirla io stesso. Ma è troppo tardi e non so come fare. Ti scriverò poco fino al mio ritorno il quattro o il cinque. Sono obbligato a restare costantemente vicino a Francine ed è uno spettacolo molto triste. Non preoccuparti per me, ho forza a iosa in questo momento. Ma sono davvero preoccupato. In ogni caso, ti terrò al corrente. Sarò il 31 ad Algeri perché è necessario. Porterò anche Francine ma non è nello stato di assistere al matrimonio e resterà a St George. Perdonami per avere adombrato il tuo viaggio. Penso a te con lo stesso cuore.

Scrivi da mio fratello. Sarò da lui a partire dal 28 o dal 29. Ti bacio. Hai ricevuto la mia lettera a Tunisi?

 
30 dicembre 1953 

 
Mio caro amore,

ti ho lasciato senza notizie per qualche giorno e anche io non so nulla di te perché non sono potuto andare ad Algeri. Ecco cos’è accaduto. La situazione è peggiorata al punto tale che si è rivelato necessario sorvegliare Francine costantemente. Ieri l’abbiamo lasciata sola per un attimo e si è precipitata verso la terrazza e l’ho acciuffata mentre stava per saltare. Se non fossi stato abbastanza veloce ce l’avrebbe fatta. Naturalmente è in stato di crisi che si comporta così. Lucida, non lo farebbe mai. Lo specialista che è venuto stamattina ha assicurato che questo periodo di crisi avrà presto fine e che poi si tratterà di semplici cure.

Nel frattempo, bisogna sorvegliare. Ci alterniamo, mia cognata ed io, al suo capezzale, anche di notte. Ho dovuto rinunciare ad Algeri ed è stato penoso per tutta la mia famiglia e anche all’Egitto dove tutte le mie lezioni erano già state annunciate, il che è parecchio fastidioso. Inoltre Jean Grenier sarà furioso con me. Ma non avevo scelta. 

Attenderò qui a Orano che la crisi venga riassorbita. Poi rientrerò a Parigi con Francine e la farò seguire da un medico serio. I bambini resteranno a Orano durante questo periodo e mia cognata mi accompagnerà senza dubbio. […]