Approfondimenti

CANTO DEL CIGNO - 3 TESTI DI ANA BOZICEVIC (E SALUTI)

DEATH, IS ALL

I woke up real early to write about death (the lake through the trees) from
the angle of the angel. There’s the kind of angel that when I say
Someone please push me out of the way
Of this bad poem like it was a bus
.—well, it comes running &
tackles me and oh, it’s divine football—Or
in the dream when the transparent buses
came barreling towards us:—it was there. Half of all Americans say

they believe in angels. And why shouldn’t they.
If someone swoops in to tell them how death’s a fuzzy star that’s
full of bugles, well it’s a hell of a lot better
than what they see on TV: the surf much too warm for December, and rollercoasters
full of the wounded and the subconscious
that keep pulling in—Who wants to believe

death’s just another life inside a box, tale-pale or more vivid?
Not me. Like in Gladiator, when they showed the cypresses
flanking the end-road—O set
Your sandal, your tandem bike, into the land of shadows
—of course
I cried. Show me a cypress and I’ll just go off, but
I don’t want that to be it. Or
some kind of poem you can never find your way out of! And sometimes

I think I nod at the true death: when from a moving train
I see a house in the morning sun
and it casts a shadow on the ground, an inquiry
and I think “Crisp inquiry”
& go on to work, perfumed of it—that’s the kind of death
I’m talking about.

An angle of light. Believe in it. I believe in the light and disorder of the word
repeated until quote Meaning unquote leeches out of it. And that’s
what I wanted to do with dame Death, for you:
repeat it until you’re all, What? D-E-A-T-H? ‘Cause Amy
that’s all it is, a word, material in the way the lake through the trees
is material, that is: insofar, not at all.
Because we haven’t yet swam in it. See what I mean?
I see death, I smell death, it moves the hair on my face but

I don’t know where it blows from. And in its sources is my power.
I’m incredibly powerful in my ignorance. I’m incredible, like some kind of fuzzy star.
The nonsense of me is the nonsense of death, and
Oh look! Light through the trees on the lake:

the lake has the kind of calmness
my pupils’ surface believes...and this is just the thing
that the boxed land of shades at the end of the remote
doesn’t program for: the lake is so kind to me, Amy,
and I’ll be so kind to you, Amy, and so we’ll never die:
there’ll be plenty of us around to
keep casting our inquiry
against the crisp light. Light is all like,
what’s up, I’m here I’m an angel! & we’re
all: no you’re not, that doesn’t exist. We all laugh and laugh...

Or cry and cry. The point is, it’s words, and so’s
death. Even in that silence
there’s bird calls or meteors or something hurtling
through space: there’s matter and light. I’ve seen it
through the theater of the trees and it was beautiful

It cut my eyes and I didn’t even care

I already had the seeing taken care of. Even in the months I didn’t have
a single poem in me, I had this death and this love, and how’s
that not enough? I even have a quote:
Love is the angel

Which leads us into the shadow, di Prima1.

LA MORTE, È TUTTO

Mi sono svegliata prestissimo stamattina per scrivere della morte (il lago attraverso gli alberi) dalla
prospettiva dell'angelo. C'è questa razza d'angelo che quando dico
Qualcuno per favore mi tiri via dalla strada 
Di questa cattiva poesia come fosse un bus
– bene, arriva correndo &
mi spintona e oh, è football divino – O
nei sogni quando gli autobus trasparenti 
sbandano verso di noi: – c'era. Metà degli americani affermano

di credere negli angeli. E perché non dovrebbero.
Se qualcuno gli piomba addosso per raccontargli che la morte è un ispida stella carica
di trombe, bene è dannatamente meglio
di quel che vedono in TV: il surf è troppo caldo per dicembre, e
caroselli
carichi di feriti e l'inconscio
che insiste a insinuarvisi – Chi vuole credere

che la morte sia soltanto un'altra vita dentro una scatola, biancoenero o più vivida?
Io no. Come nel Gladiatore, quando fa vedere i cipressi
che costeggiano l'ultimo sentiero – Oh riponi
i tuoi sandali, il tuo tandem, nella terra delle ombre
– ovvio
che ho pianto. Mostratemi un cipresso e scoppio, ma
non voglio che sia così. O
una specie di poesia di cui non riesci a trovare l'uscita! E a volte

credo di avere fatto cenno alla vera morte: quando da un treno in corsa
vedo una casa nel sole mattutino
e proietta un'ombra sul terreno, una domanda
e penso “Domanda spinosa”
& proseguo al lavoro, col suo profumo addosso – questo è il tipo di morte
di cui sto parlando.

Un angolo di luce. Ci credo. Credo nella luce e nel disordine della
parola
ripetuta finché quotare il Senso ne scaccia le piattole. E questo
è quel che voglio fare con Madama Morte, per voi:
ripetetela finché non siete tutti, Che? M-O-R-T-E? Perché Amy
questo è tutto quello che è, una parola, concreta nel modo in cui il lago attraverso gli alberi
è concreto, è tutto: finora, proprio niente.
Perché ancora non ci abbiamo nuotato. Capisci?
Vedo la morte, sento la morte, muove l'aria sul mio viso ma

non so da dove spira. E nella sua fonte è il mio potere.
Sono incredibilmente potente nella mia ignoranza. Sono incredibile, come una specie
di capricciosa stella.
La mia insensatezza è l'insensatezza della morte, e
Oh, guarda! Luce attraverso gli alberi sul lago:

il lago ha il tipo di quiete
cui crede la superficie delle mie pupille… e questa è proprio la cosa
che l'inscatolata terra d'ombre all'estremo del telecomando
non può programmare: il lago è così tenero con me, Amy,
e io sarò così tenera con te, Amy, e così non moriremo mai:
ci sarà pieno di noi tutt'attorno per
continuare a proiettare le nostre domande
contro la luce pungente. La luce è tutta tipo,
cosa c'è, sono qui sono un angelo! & noi siam
tutto: no non lo sei, non esiste. Rideremo e rideremo…

O piangeremo e piangeremo. Il punto è, che sono parole, e così
la morte. Persino in quel silenzio
ci sono richiami di uccelli o meteore o qualcosa che rimbomba
attraverso lo spazio: ci sono luce e materia. L'ho visto
attraverso il teatro degli alberi era stupendo

Ha tagliato i miei occhi e me ne fregavo

Avevo già abbandonato la vista. Persino nei mesi in cui non avevo
una sola poesia dentro, avevo questa morte e questo amore, e come
non dovrebbe essere abbastanza? Avevo persino una cit.:
L'amore è l'angelo

Che ci guida nell'ombra, di di Prima1.

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1 - https://it.wikipedia.org/wiki/Diane_di_Prima

SOME OCCURRENCES ON THE 7:18 TO PENN 

I.

He showed me this book called ‘Discovering God.’ And guys?
I nearly did choke on the swanning spray of insufferable light –

‘Some people can only take seconds
of God’s voice’, he said. But for me
it was, like, the rubbery-awake I get after a slap,

or (not that I did that in a while) after I
write a poem, then open the window

to the naval dawn air.

I see a hawk being chased by sparrows.

And I won’t ever again write simply again

‘cause I won’t ever feel
the simplicity of an again bloodthirsty
sparrow.

COSE VISTE SUL 7:18 PER PENN 

I.

Mi ha mostrato questo libro intitolato “Alla scoperta di Dio.” E ragazzi?
mi sono quasi strozzata nello stormire1 di luce insostenibile – 

“Certe persone possono reggere pochi secondi 
della voce di Dio”, mi ha detto. Ma per me
era, tipo, l'alzataccia2 dopo uno schiaffo 

o (non che l'abbia fatto di recente) dopo che
ho scritto una poesia, quindi apro la finestra

alla brezza3 dell'alba

vedo un falco inseguito da passeri

e non vorrò mai mai più scrivere semplice 

perché non proverò mai più
la semplicità di un passero nuovamente
feroce4

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1 - È traduzione molto lontana, in cui ho cercato di mantenere l'assonanza con il termine “stormo” e il movimento generale dell'azione descritta dal verbo, come nell'originale “swanning spray” è rintracciabile un riferimento allo “swan” della successiva poesia della stessa raccolta – presentata a seguire – come la volontà di mantenere un campo semantico legato agli uccelli, a una dimensione “volatile”
2 - L'espressione si riferisce, con maggiore precisione, al ritorno alla sensibilità della pelle dopo una contusione
3 - L'aggettivo “naval” specificante l'”air” del testo originale è probabilmente un riferimento più diretto al colore “blu” (marina), alla “chiarezza” dell'aria che non alla sua qualità di originare dal mare
4 - "assetato di sangue"

SWAN 

Amy, Amy, at this distance you’re
the smell of liver,
tinnitus that keeps me up, afraid:
your fortressness must now be tested.
The way you took me in without
a surfeit click or

gesture: seagull kerchief
binding my gut to safety
on the swimming haul
among night-images. I went to the place I was born
and it plainly was a bride. So I ran after her.

When she turned into a star I swallowed her.
And out of this uneasiness will come
an aster.

Amy, I’m inside my granddad’s mind of wood:
the grass is finer, constellations thicker.
The plums are normal. How

much sugar did you buy
alone at Waldbaums?
Brook reeds here

wake from your hair’s soul’s chilly patronage.
The hair’s the soul, the reeds
its body—alone in their beds

like schoolgirls:
I feel and feel them up.
The cigarettes
have made them crazy! But a rabbit someone
flows out of the embankment

and I shiver for you, Amy
oh lengthy dappled wig:
there’s a swan in your breathing.

There always is.

CANTO DEL CIGNO1

Amy, Amy, da questa distanza sei
l'odore di fegato,
il tinnito2 che mi tiene sveglia, spaventata:
la tua fortezza3 deve ora essere messa alla prova.
Il modo in cui mi hai trascinato senza
una sbornia di piacere4 o

un gesto: una cinta di gabbiani
che tiene strette le budella alla salvezza
nell'immersione tra gli incubi. Sono tornata al posto dove sono nata
e si trattava chiaramente di una sposa. Così le sono corsa dietro.

Quando si è tramutata in una stella l'ho inghiottita.
E via da questo disagio ne partorirà
un astro5.

Amy, sono dentro la testa di legno di mio nonno:
l'erba è più verde, le costellazioni più dense.
Le prugne normali. Quanto

zucchero hai comprato
sola da Waldbaums?
Le canne di torrente qua

si svegliano dal rilassato dominio6 della tua tinta7.
I capelli sono l'anima, le canne
il suo corpo—sole nei loro letti

come scolarette:
mi sento e le sento eccitate.
Le sigarette
le hanno rese isteriche! Ma qualcosa di furtivo8
s'intrufola dall'argine

e fremo per te, Amy:
oh lunga screziata chioma:
c'è un cigno9 nel tuo respiro.

C'è sempre.

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1 - Estensione ad sensum del termine, ormai di uso comune nella lingua; la scelta di preferire tale versione a quella di "canto", "giubilo" o "poeta" è libera interpretazione 
2 - “Tinnitus” è un termine di gergo specialistico anche in inglese, si riferisce al tintinnio (doloroso) prodotto da qualche tipo di acufene
3 - Ho preferito il riferimento alla “fortezza” come virtù cardinale, in quanto non ho trovato occorrenze registrate per il termine originale inglese
4 - "Senza troppe difficoltà" o espressioni analoghe, ma ho preferito insistere su significati che potevano rimandare all'"odore di fegato" e agli acufeni dei versi precedenti 
5 - Tumblr Nietzsche :)
6 - "Patronato" "mecenatismo"
7 - L'espressione può riferirsi anche a un "salone di bellezza" o all'attività concreta del trucco 
8 - È una metafora d'uso comune nella lingua che ha una chiara connotazione sessuale 
9 - Vedi nota 1

[Anticipate scuse all'autrice per le inevitabili cantonate! prese nel tentativo di navigare tra le metafore di cui sono intessuti i testi e un saluto :) Next to come: Elizabeth Schmuhl, Martha Ronk, Frank Stanford]