Approfondimenti

DUE VARIAZIONI D'APRILE

Night: a photograph by Robert Adams
Martha Ronk

Ordinary bits of light on neighborhood leaves, trees passed by,
spattered not-very-white on a random number of them,
the canopy of leaves wide enough to hold multiple bits of light
and what I can’t help is how pulled I am into the lights as if my eyes
could focus on multiple places at once which I know they can’t
and yet my body, flattened and splayed, spreads itself over the leaves
and the branch never lowers or moves, simply stays as it is
as I am pulled from each limb and finger, head and elbow onto the tree
as if I could just lie there elongating out to the extreme endpoints
not in my neighborhood but in his Longmont neighborhood in 1976
when at that time I was nowhere near and yet the collection
online allows me to move entirely into a night and lights
scattered I suppose from an ordinary street lamp on the sidewalk
and the tree branches and it must be summer given so many leaves.

Notte: in una fotografia di Robert Adams

Ordinari sprazzi di luce sulle foglie del vicinato, alberi come trafitti,
disseminati di un non-poi-tanto-bianco un tot di loro, la volta
di foglie abbastanza spessa da trattenere numerosi sprazzi di luce
e quello che non posso evitare è quanto sono attratta nelle luci
come se i miei occhi potessero focalizzare su molti punti
in contemporanea, so che non possono eppure il mio corpo,
appiattito e disarticolato, si dissemina sulle foglie e il ramo
non si abbassa né muove mai, semplicemente sta come sta
mentre vengo tesa per ogni arto e dita, testa e fronte contro l’albero
come potessi solo poggiarmi lì estendendomi fino ai punti estremi
non del mio quartiere ma di questo quartiere di Longmont nel 1976
dove al tempo non ero minimamente vicina eppure la collezione
online mi permette di muovermi dappertutto tra la notte e le luci
gettate credo da un lampione qualsiasi sopra il marciapiede
e i rami dell’albero, dev‘essere estate così tante le foglie.

Archery
Carl Phillips

                    was still a thing, then. To have timed your arrow
perfectly meant watching the air for a moment
seem stitched throughout with a kind of
timelessness. To have straddled at last, correctly,
the storm of falling in love (and staying there) meant
the smell of apples, victory, tangerines, and smoke
all mixed together on the breath

of a stranger, half asleep still, just beginning to remember a bit,
as he stirs beside you. I dreamed we were young again,
he’s mumbling, as if to someone whose name he’s known
long enough to have called it out more than once in anger
and sex and fear equally. Somewhere happiness too,

right? All those hours spent trying to outstare the distance
of what the days must come to,

and pretending a choice to it: now the shadow-script
that willows and hazel trees mark the barn’s western
face with; now the wind-rippled field, like a lesser version—tamer,
tameable—of the sea, for movement (same infinite
pattern, and variation; randomness and intention; release;
restraint—that kind of movement) ...

                                                                          Dear saddle
of gentleness. Dear moss, sweet moss that only
the dark and wet and patience make possible. To sing a song
of  water, and not drown in it. And some calling that
a good trick. And some calling it

mastery. That last flickering before nightfall. From beneath
the low branches. I dreamed we were new again. Stars. Just a little
past dusk.

Il tiro con l’arco

                     era ancora di moda. Avere perfettamente calcolato
il tempo della freccia significava fissare l’aria per un momento
sembrare intessuta di una certa eternità. Avere infine cavalcato,
al modo corretto, la tempesta dell’innamoramento (e avere
perseverato) significava profumo di mele, vittoria, arance e fumo
mescolati insieme nel respiro

di uno sconosciuto, ancora mezzo addormentato, inizia appena
a ricordare qualcosa, mentre si stira alle tue spalle. Ho sognato
fossimo giovani di nuovo, mormora, come a qualcuno di cui abbia
saputo il nome abbastanza a lungo da averlo proferito
più di una volta con rabbia eccitazione e paura
in misura uguale. Anche con felicità a volte,

d’accordo? Tutte le ore spese a sfidare con lo sguardo la lontananza
di ciò cui sarebbe approdato il giorno,

fingendo di avere qualche scelta al riguardo: ora la partitura d’ombra
con cui salici e noccioli firmano la parete occidentale del granaio; ora
il campo scarmigliato dal vento, una versione minore – addomesticata,
addomesticabile – del mare, in cerca di movimento (lo stesso eterno
intreccio, e variazione; casualità e intenzione; rilascio di tensione;
ritegno – quel tipo di movimento) ...

                                                              Amata sella
cortese. Amato muschio, muschio adorato che solo il buio
e l’umidità e la pazienza rendono possibile. Intonare
un canto d’acqua, non annegarvi dentro. Qualcuno
lo chiama un bel trucco. Qualcuno lo chiama

maestria. L’ultimo bagliore che precede la notte. Sotto
i rami più bassi, ho sognato fossimo un’altra volta nuovi. Stelle.
Appena un attimo dopo il tramonto.