Approfondimenti

Empire of Dreams [excerpt] - Giannina Braschi

GIANNINA BRASCHI

Empire of Dreams [excerpt]

I.

All’ultimo piano dell’Empire State Building un pastore si è alzato in piedi per cantare e ballare. Che cosa meravigliosa. La città di New York è stata invasa da così tanti pastori. Il lavoro si è fermato e ci sono solo canti e danze. E poi i giornali – The New York Times, nei titoli, e The Daily News – strillano: New York. New York. New York. Ascolta. Alla radio. E in televisione. Ascolta gli altoparlanti. Ascoltali. I buffoni sono morti. E il soldatino di piombo. I pastori hanno invaso New York. Hanno conquistato New York. Hanno colonizzato New York. La specialità del giorno nel ristorante più costoso di New York è la ghianda dorata. È un uovo. È una mela. È un uccello. Pesci. Melodia. Poesia. Ed epigramma. Ora c’è solo canto. Danza. Ora facciamo quello che ci piace. Quello che ci piace. Quello che dannatamente ci piace tanto.

On the top floor of the Empire State a shepherd has stood up to sing and dance. What a wonderful thing. That New York City has been invaded by so many shepherds. That work has stopped and there is only singing and dancing. And that the newspapers—The New York Times, in headlines, and The Daily News—call out: New York. New York. New York. Listen to it. Hear it on the radio. And on television. Listen to the loudspeakers. Listen to it. The buffoons have died. And the little lead soldier. Shepherds have invaded New York. They have conquered New York. They have colonized New York. The special of the day in New York’s most expensive restaurant is golden acorn. It’s an egg. It’s an apple. It’s a bird. Fish. Melody. Poetry. And epigram. Now there is only song. Now there is only dance. Now we do whatever we please. Whatever we please. Whatever we damn well please.

II.

Amo il singhiozzo e amo gli starnuti e amo i battiti delle ciglia e amo i rutti e amo gli ingordi. Amo il pelo. Amo gli orsi. Per me, il tondo. Per me, il mondo. Tonda è la mia faccia felice. E tondo il mezzogiorno. La luna è più bella quando è tonda. Il sesso è rotondo. E anche il cuore. La mano è tonda. E anche la bocca. Gli starnuti sono tondi. E anche il singhiozzo. Anche il latte dal seno di Lady Macbeth era tondo. Mi sarebbe piaciuto essere come lei, ed essere cattiva. Sono buona. Sono Bacco. Sono il sesso. E sono il singhiozzo. E starnutisco. E sono la tosse. Rauca. Rauca. Rauca. Sono il tuono. Sono la voce. Sono oscena. Oscena. Oscena. Solo pura come la tetta o il latte. Sono l’acqua, il mare, il pesce o il girino. Io sono tonda.

I love hiccups and I love sneezes and I love blinks and I love belches and I love gluttons. I love hair. I love bears. For me, the round. For me, the world. Round is the happy face. And round is the midday. And when the moon is most beautiful is when it’s round. Sex is round. And the heart also. The hand is round. The mouth also. Sneezes are round. And hiccups also. The milk from the breast of Lady Macbeth was also round. I would have liked to be like her and be bad. I am good. I am Bacchus. I am sex. And I am hiccup. And I am sneeze. And I am cough. Hoarse. Hoarse. Hoarse. I am thunder. I am voice. I am obscene. Obscene. Obscene. I am pure like the tit or the milk. I am water, sea, or fish, or tadpole. I am round.

 III.

Ascoltatemi, signori e signore. Ascoltate il sermone dei ricordi e dei dolori. Ascoltate l’inferno. Poiché io non ho fatto quello che avrei dovuto fare. Mi pento. Ho peccato. Ho ricordi. E tormenti. Sto bruciando nelle fiamme della memoria. Perché non ho taciuto? Perché l’ho fatto? Mi pento mille volte. Perché ti ho tradito, e perché mi ricordo di te? Guai a me! Oh, e ti ho sollevato sulla strada! Ascolta i ricordi. Ascoltali di nuovo. Perché ti ho tradito? Perché sei partito e mi hai dimenticata? E mi rattrista e mi ricordo di te. E il peggio sono state le mie lacrime. E il peggio è stato il tuo ricordo. Ascolta la soap-opera e ascolta la memoria. Oh, e ora cosa mi resta. Mi rimangono i monologhi, i soliloqui e ricordi. Sono abbandonata alle ombre. Sono abbandonata ai ricordi. Non voglio monologhi, dolori e soliloqui. Sono un uccello che canta. Sono un bambino. Solo l’usignolo. Cosa sanno l’inverno o l’autunno o la primavera o l’estate della memoria? Non sanno nulla della memoria. Sanno che le stagioni passano e ritornano. Sanno che sono stagioni. Che sono tempo. E sanno come affermarsi. Sanno come imporsi. E sanno come mantenersi. Che cosa sarà autunno dell’estate? Quali dolori hanno le stagioni? Niente odio. Niente amore. Loro passano.

Listen to me, ladies and gentlemen. Listen to the sermon of memories and sorrows. Listen to hell. Why didn’t I do what I should have done. I repent. I’ve sinned. I have memories. And torments. I am burning in the flames of memories. Why didn’t I keep quiet? Why did I do that? I repent a thousand times. Why did I betray you, and why do I remember you? Oh woe, woe is me! Oh, and I stood you up in the street. Listen to memories. Listen to them again. Why did I betray you? Why did you leave and forget me? And I grieve and remember you. And the worst were my tears. And the worst was your memory. Listen to the soap opera and listen to memory. Oh, and now what’s left for me. I’m left with monologues, soliloquies, and memories. I’m left with shadows. I’m left with memories. I don’t want monologues or sorrows or soliloquies. I am a singing bird. I am a child. I am the nightingale. What does winter or autumn or spring or summer know of memory? They know nothing of memory. They know that seasons pass and return. They know that they are seasons. That they are time. And they know how to affirm themselves. And they know how to impose themselves. And they know how to maintain themselves. What does autumn know of summer? What sorrows do seasons have? None hate. None love. They pass.  

Giannina Braschi (1953 -) scrittrice portoricana, è conosciuta soprattutto per il suo romanzo del 1998, Yo-Yo Boing!, scritto in Spanglish. Altre sue opere di rilievo, Empire of Dreams (poesie post-moderne) e United States of Banana (romanzo a tema filosofico).