Approfondimenti

Günter Grass: Vonne Endlichkait

traduzione e commento di Raffaele Gatta

Günter Grass è scomparso il 13 aprile del 2015. Le poesie che qui presentiamo sono tratte dal suo ultimo libro: Vonne Endlichkait.
Sembra inutile tracciare qui una biografia. Il nome di Grass è cosi celebre nel mondo della letteratura, come in quello del web, che è facilmente possibile scovare migliaia di articoli sulla sua figura e sul suo percorso.

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Più importante, probabilmente, è ricordare la sua poetica, anche come rappresentazione visiva del suo pensiero e non ci sembra assurdo esprimerci così, poiché Grass non fu soltanto un poeta, ma anche un artista.
Grass, nel corso della sua vita, ha sempre affrontato il tema del reale, un reale storico, politico e culturale.

Il reale della Germania passata e in fieri che Grass ha conosciuto sulla sua pelle e ha poi analizzato attraverso il ricordo e la percezione di un mutamento sociale. La poesia Xenofobo, qui presentata, ne è un esempio, ma come un dipinto non è mai rappresentato solo dal suo soggetto più evidente, bensì ne formulano il significato tutti i suoi significanti, allora la poetica di Grass, come evidentemente di ogni artista, non è mai solo il soggetto maggiormente evidente, dietro si compiono pensieri e valori che possono ribaltarne la comprensione.

Nella descrizione della realtà e del reale storico, Grass compie un'operazione simile alla tecnica pittorica: un paesaggio sulla società tedesca disegnato nella sua oggettivazione realistica e dietro di esso, quasi in prospettiva, piccole porzioni della stessa realtà ma con evidenti valori opposti. Le tre poesie che abbiamo qui affrontato: Xenofobo con tutta la sua lampante e oggettiva visione di un panorama sociale e antropologico che costituisce il quadro e le due poesie Proprietà e Quale uccello covò qui? come piccole pennellate riempitive ed esornative le quali descrivono un reale che allo stesso tempo diviene surreale, una distorsione sonora e olfattiva di quel mondo che Grass viveva con impegno e religiosa memoria, ma che ci danno l´idea di come, per l´autore di Danzica, non fosse solo una questione hegeliana tutta la storia dell´uomo, ma anche singolare e intima.

Eigentum

Mein Gott, dein Gott, unser...
Soviel Anspruch auf Besitz.
Am Ende der Quasselrunde
nur leere Flaschen
und der Kirchtürme Fingerzeig.

Proprietà

Mio Dio, tuo Dio, nostro...
Così tanta pretesa di possesso.
Alla fine di tante chiacchiere sciocche
Solo bottiglie vuote
E il dito che indica i campanili.

Welcher Vogel Brütete hier?

Verlorene Federn taumeln
über dem leeren Nest,
das ich mir Strich nach Strich
als Rätsel erfinde.

Quale uccello covò qui?

Perdute penne ondeggiano
Sul nido vuoto,
Questo io da riga a riga
Come un indovinello invento.

Fremdenfeindlich

Als Millionen Vertriebene 
mit wenig Gepäck
und lastender Erinnerung
im restlichen Vaterland
zwangseinquartiert wurden,
riefen viele Heimische,
die sich durch Zuzug beengt sahen:
Geht hin, wo ihr hergekommen seid!

Aber sie blieben, und eingeübt
blieb der Ruf: Haut endlich ab!
Bald galt er Fremden, 
die später, noch später
von weither gereist kamen
und unverständlich sprachen;
sie blieben gleichfalls
und vermehrten sich seßhaft.

Erst als die immer schon Heimischen
sich fremd genug waren,
begannen auch sie
in all den Fremden,
die mühsam gelernt hatten,
ihr Fremdsein zu ertragen,
sich selbst zu erkennen
und mit ihnen zu leben.

Xenofobo

Quando milioni di profughi
Con pochi bagagli
E ricordi pesanti
Furono distribuiti con la forza in vari quartieri
Per tutta la Patria,
Molti cittadini,
Che si sentirono soffocati da questa invasione
gridarono:
Tornatevene, da dove siete venuti!

Ma loro rimasero, e ormai familiare
Rimase anche quel grido: Sparite finalmente!
Presto fu rivolto anche allo straniero,
Quello arrivato dopo, e ancora dopo
Da molto più lontano
Parlando lingue incomprensibili;
Anche questi rimasero
e si stabilirono mettendo su famiglia.

Solo quando gli autoctoni
tra loro divennero abbastanza estranei,
cominciarono anche loro
in mezzo a tutti quegli stranieri,
che faticosamente avevano imparato,
a sopportare l´essere estraneo,
a riconoscere se stessi
e convivere con loro.