Approfondimenti

I BITE INTO A PEACH AND UNDERSTAND - 10 TESTI DA ELIZABETH SCHMUHL

(Della scrittura volutamente? naif - per la scelta di un dettato e di un'imagery semplice, se non semplicistica - mi colpisce la costante evoluzione della forma in una direzione sempre più icastica, densa e concentrata, dalla superficialità metaforica dei primi testi alla concretezza allegorica degli ultimi e l'eliminazione degli elementi più diaristici.) 

#17

The basement is cool and smells like wet cement and dead insects. I am barefoot and walk into the laundry room where the cellar used to be.

In the sand, I dig with my toes. Above are spider webs. Egg sacks haphazardly strung on them like pearls.

There is no mirror here but I know what I look like. Broken.

I braid my hair and wish for the egg to split open, for life to crawl out

#17

L'interrato è umido e odora di calce viva e insetti morti. Sono scalza e
cammino nella lavanderia dove c'era la cantina.

Nella sabbia, scavo con le dita dei piedi. Sopra ci sono ragnatele. Sacche d'uova
azzardatamente appese
come perle.

Qui non c'è uno specchio ma so come appaio. A pezzi.

Mi pettino i capelli e desidero le uova si schiudano, la vita ne emerga.

#31

On the lawn chairs we drink wine spritzer. Strawberries, blackberries, mint, basil, rosé. We share
a cigarette, pass it back and forth. Our clouds evaporate quickly.

Lightning bugs hover above the grass. A blinking constellation that we can touch.

The only way to catch lighting bugs is to pinch their bottoms off, you say.

No it’s not, I say.

You put your glass down and walk into the stars. My stomach knots as you head out.

Star killer, coming back with glowing dust on your fingers.

#31

Sulle sdraio beviamo spritz. Fragole, more, menta, basilico, rosè. Smezziamo
una sigaretta, ce la passiamo avanti e indietro. Le nostre nuvole evaporano in fretta.

Lucciole volteggiano sull'erba. Una costellazione intermittente che possiamo toccare.

L'unico modo di catturare lucciole è strappargli l'addome, dici.

No non lo è, dico.

Metti giù il bicchiere e cammini tra le stelle. Lo stomaco mi si attorciglia mentre ti inoltri.

Assassino di stelle, ritorni con polvere luminosa sulle dita.

#37

I bite into a peach and understand
why you want so violently

#37

Sbrano una pesca e comprendo
perché desideri così violentemente

#40

I stopped using the Internet years ago. All of the places I wanted to go weren’t there. Now the fig. Now the peach. And when I want to be away from the orchard, I go to the river and the river feeds me.

Some days I miss the web and start feeling low. I go to the barn where the air is thick with straw and heat. I climb the ladder to the swallow nests.

I dance until sweat turns my tank top transparent, until my underwear clings to my thighs. My sweat evaporating, turning me more into me, disappearing.

#40

Ho smesso di usare internet anni fa. Tutti i posti dove volevo andare non erano lì. Ora il fico. Ora il pesco. E quando voglio starmene lontana dal frutteto, vado al fiume e
il fiume mi sfama.

Qualche giorno mi manca la rete e comincio a sentirmi giù. Vado nella stalla dove l'aria è densa
di paglia e calore. Salgo la scala ai nidi delle rondini.

Ballo finché il sudore rende la canottiera trasparente, finché l'intimo si appiccica alle
cosce.
Il sudore evaporando, mi muta in ancora più me stessa, svanendo.

#49

The tiger lilies’ throats look so beautiful in the heat of noon. I want to slice them open. I want to
chew them hungrily.

They remind me of the woman I love. Her white neck was always begging for the same
treatment but she died before I could slit her.

They say her hair caught fire, her whole body singed. This is why she stopped sending me letters
because she is now ash. I wish she had been more thoughtful.

This is why I’m not waiting on the lilies. Beautiful things are always moving towards
ugliness.
It’s just a matter of who reaches them first.

When I chewed, I swallow their seeds. Soon they will sprout, grow out my throat. Who will be
waiting with a knife for me?

#49

La gola dei gigli tigrati appare così bella nell'afa di mezzogiorno. Voglio squartarli. Voglio
masticarli avidamente.

Mi ricordano la donna che amo. Il suo collo pallido pregava continuamente per lo stesso
trattamento ma è morta prima che potessi sgozzarla.

Dicono i suoi capelli presero fuoco, tutto il suo corpo andò in fiamme. Questo il motivo per cui smise di mandarmi lettere
perché ora è cenere. Vorrei fosse stata più attenta.

Questo il motivo per cui non mi attardo sui gigli. Le cose belle muovono sempre alla
bruttezza.
È solo questione di chi le raggiunge per primo.

Quando ho masticato, ingoio i loro semi. Presto germoglieranno, mi cresceranno dalla
gola. Chi starà
aspettando con un coltello per me?

#59

I feel the storm coming so I dress for the occasion: a black slip
trimmed with lace. The first time in so long I’ve felt luxurious.

I light candles and slow dance, sway my hips.
The thunder a pulse thicker than mine, stronger.

I let it carry me, ride its echo.
I am following the pleasure of the storm until I’m inside of it.

The lightning entering my veins, running, diffusing. It’s thrilling
how turned on I’ve become.

Who was it that told me not to be greedy? Who said
some sweetness is too deep?

I am the storm in my front porch and I am moving,
a threat to this home and everything in it.

#59

Sento avvicinarsi la tempesta così mi vesto per l'occasione: una sottoveste nera
inghirlandata di lacci. La prima volta da così tanto che mi sono sentita sontuosa.

Accendo candele e danzo piano, dimeno i fianchi.
Il tuono è un battito più denso del mio, più forte.

Lascio che mi trasporti, cavalco la sua eco.
Sto seguendo il piacere della tempesta finché non ci sono dentro.

I fulmini mi entrano nelle vene, corrono, si diffondono. È emozionante
quanto mi sono caricata

Chi mi ha detto di non essere avida? Chi ha detto
che qualche dolcezza è troppo profonda?

Sono la tempesta sul mio portico e mi sto muovendo,
una minaccia per questa casa e tutto quello che contiene.

#61

I cut my heart open. It’s certain:
the meat of a halved dove still beating and bloody.
I’ve dreamt about her before.

In the dream she didn’t look this delicious.

There’s plenty to eat on this farm and yet
there’s only me. Some things spoil.

I’ll leave her out as an offering.
And then I’ll watch, and wait.

#61

Ho spalancato il mio cuore. È evidente:
la carne di una colomba dimezzata ancora pulsante e sanguinolenta.
L'ho già sognata in precedenza.

Nei sogni non sembrava così deliziosa.

C'è un sacco da mangiare in questa fattoria eppure
ci sono sola io. I rimasugli di qualche cosa.

La lascerò fuori come un'offerta.
E poi guarderò, e aspetterò.

#73

The tomatoes look just like me
swollen and holey
ants crawling in and out of every
crevice, taking what they need.

I am looking
at the clouds
waiting as my insides
feed hundreds of mouths.

This skin, sun stained
perfuming. Will the birds
come for what’s left of me
and how far from here
will they take me?

Let it be far and
let it be soon.

#73

I pomodori mi assomigliano proprio
gonfi e pieni di buchi
formiche che si intrufolano avanti e indietro da ogni
crepaccio, prendendo quello che gli serve.

Guardo
le nuvole
aspettando mentre il mio interno
sfama centinaia di bocche.

Questa pelle, chiazzata di sole
fragrante. Gli uccelli
verranno per quel che resta di me
e quanto lontano da qui
mi porteranno?

Fa che sia lontano e
fa che sia presto.

#81

I am lying in the apple orchard again
waiting to turn invisible. I’ve been here for hours.

To be the clouds crawling across the blue sky
or the mice running through damp tunnels.

Here my body is heavy with salt.

I try to leave but it’s impossible. My flesh reddening
my freckles mapping where I begin
where I’ll end.

#81

Giaccio di nuovo nel meleto
aspettando di diventare invisibile. Sono qui da ore.

Di essere le nuvole che strisciano attraverso il cielo blu
o i topi che corrono attraverso umide gallerie.

Qua il mio corpo è gravato di sale.

Cerco di andarmene ma è impossibile. La carne mi si arrossa
le lentiggini cartografano il punto in cui comincio
dove finirò.

#94

My blood? I’ve fed it to the turtles, to the berries,
to anything hungry and wanting. All you had to do
was ask.

I always had what you wanted, didn’t I?

#94

Il mio sangue? L'ho dato in pasto alle tartarughe, alle bacche,
a qualsiasi cosa affamata e desiderosa. Tutto quello che dovevi fare
era chiedere.

Ho sempre avuto quello che desideravate, non è così?

(Ho deciso di mantenere il testo privo di note - anche dove sarebbero state necessarie a motivare alcune scelte - per mantenerne la linearità, che mi sembra uno degli elementi cardine.)