Approfondimenti

Lammas

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In alcuni paesi dell’emisfero settentrionale il 1 agosto è Lammas, dall’anglosassone hlaf-mas, Inglese loaf mass ovvero “messa (intesa come raduno e non dal punto di vista cattolico) del pane”, si festeggia il raccolto del grano: è la prima festività del raccolto durante l’anno.
In questo giorno si usava portare in chiesa un pezzo di pane prodotto con la farina dal grano del nuovo raccolto, che cominciava a essere raccolto a Lammastide, “Lammas-tide”, “il periodo di Lammas”.
L’Inglese moderno tide significa oggi “marea” ma deriva dall’Anglosassone tid, “punto o porzione di tempo; tempo dovuto; periodo; stagione; giorno di festa; ora canonica” dal Proto-Germanico *tidiz “divisione del tempo” (da cui derivano anche l’Antico Sassone tid, l’Olandese tijd, l’Antico Alto Tedesco zit, il Tedesco Zeit, “tempo”), dal Protoindoeuropeo *di-ti- “divisione; divisione del tempo”; suffisso della radice *da- “dividere, tagliare” (da cui deriva anche il Sanscrito dati “taglia, divide”; il Greco demos “popolo, terra”, forse letteralmente “divisione della società”; daiesthai “dividere” e l’Antico Irlandese dam “truppa; compagnia”).
Nella metà del 14° secolo il significato nei territori anglofoni cambiò significando “il mare che si alza e si abbassa” probabilmente tramite il significato del “tempo fisso”, che sta a indicare il “tempo dell’acqua alta”: si è trattato sia di un’evoluzione spontanea dal Medio Basso Tedesco getide (cfr. Medio Olandese tijd, Olandese tij, Tedesco Gezeiten “marea del flusso; marea del mare”). Sembra che l’anglosassone non avesse per questo un termine specifico, e si usassero flod e ebba per “marea alta” e “marea bassa”. L’Anglosassone heahtid, “high tide”, non significava quindi “alta marea” ma “festività, tempo alto”.

Il pezzo di pane veniva benedetto, e nell’Inghilterra anglosassone veniva successivamente utilizzato per fare magie: un libro di incantesimi in Anglosassone indica che la pagnotta di Lammas andava spezzata in quattro pezzi, che dovevano essere messi nei quattro angoli della casa, per proteggere il grano appena raccolto.

In molte parti del Regno Unito i mezzadri erano tenuti a presentare il raccolto ai padroni dei terreni entro questa data. Nello stesso giorno venivano benedetti i frutti, tant’è che nell’Anglo-Saxon Chronicle, dove si fa riferimento a Lammas regolarmente, viene chiamata “la festa dei primi frutti”.
La cerimonia di benedizione dei primi frutti veniva effettuata ogni anno sia nelle chiese orientali che in quelle occidentali il 6 agosto (data oggi nella chiesa cattolica romana della Trasfigurazione di Cristo).

Lammas coincide con la festa della Liberazione di San Pietro, che commemora la miracolosa liberazione del santo dalla prigione, ma a seguito della riforma del 1969 questa giornata fu dedicata a Sant’Alfonso de Liguori perché era il giorno della sua morte.

In epoca medievale la festa era conosciuta nel Regno Unito, in particolare Inghilterra e Scozia, come Gule of August, ma il significato della parola gule sembra essere ignoto. Ronald Hutton suggerisce derivi dal gallese Gŵyl Awst, che indica la festività del primo agosto. Se così fosse, il termine suggerirebbe che Lammas risale a una festività di epoca pre-cristiana, legata a Lughnasadh.

L’Old English Dictionary e la maggioranza dei dizionari etimologici danno un’origine più “tortuosa”, simile a gullet (“esofago, gargarozzo”), dall’Antico Francese goulet, diminutivo di goule “gola, collo” dal Latino gula “gola”.

Sinceramente, il nesso alla festività mi sembra davvero molto povero e poco calzante l’origine etimologica. Per me, gule indica il colore giallo tipico dell’estate e della stagione, nonché del raccolto: l’Inglese moderno yellow deriva dall’Anglosassone geolu, geolwe dal Proto-Germanico *gelwaz, da cui derivano anche l’Antico Sassone e l’Antico Alto Tedesco gelo, il Medio Olandese ghele, l’Olandese geel, il Medio Alto Tedesco gel, il Tedesco gelb, il Norreno gulr, lo Svedese gul), dal Protoindoeuropeo *ghel- “brillare, scintillare”, da cui derivano altre parole che riguardano materiali scintillanti e l’oro (ad esempio Inglese glass).
Un esempio a supporto può essere anche il nome proprio femminile Chloe, Latino, dal Greco Khloe, letteralmente “giovane germoglio verde”, imparentato con khloros “di colore verdognolo-giallo”, dal Protoindoeuropeo *ghlo-, variante della radice *ghel- “scintillare”, le cui parole derivate si riferiscono a materiali scintillanti e all’oro ma anche alla bile, alla cistifellea o alle galle (come il Latino helvus “giallognolo”, “rossastro, baio” - da cui poi deriva il nome del cavallo -; Galloromanzo gilvus “baio più chiaro”; Lituano geltonas “giallo”; Antico Slavo Ecclesiastico zlutu, Polacco żółty; Russo zeltyj; Sanscrito harih “giallo; giallo fulvo” e hiranyam “oro”; Lingua Avestica zari “giallo”) e “verde” (come Latino galbus “giallo verdastro”; Greco khloros “color giallo verdastro”, kholos “bile”; Lituano zalias “verde”, zelvas “verdognolo, che dà sul verde”; Antico Slavo Ecclesiastico zelenu; Polacco zielony, Russo zelenyj “verde”; Antico Irlandese glass; Gallese e Bretone glas “verde” ma anche “grigio, blu”).
Buck sostiene che il mutuo scambio di parole per giallo e verde dipendeva forse dal fatto che fossero applicati alla vegetazione come l’erba, il foraggio, i cereali, etc. che cambiavano colore dal verde al giallo. Pare che tutto l’intero gruppo di parole relative al giallo e al verde sia collegato alla radice Protoindoeuropea *ghlei- “scintillare, brillare, essere lucente, essere caldo”, vedi anche l’Inglese gleam (Anglosassone glæm “una luce brillante; la lucentezza; splendore, luminosità, bellezza” dal Proto-Germanico *glaimiz, fonte anche dell’Antico Sassone glimo “luminosità”; Medio Alto Tedesco glim “brillare”, gleime “lucciola”; Tedesco glimmen “baluginio, bagliore”; Norreno glja “splendere, scintillare, luccicare”) dalla radice *glim- dal Protoindoeuropeo *ghel-.

Occasionalmente in Medio Inglese si utilizzava un colore simile al blu-grigio o al grigio, per le rane o per gli occhi color nocciola, e per tradurre il Latino cæruleus, glauco. Era anche un sostantivo in Anglosassone. Nel 1808 viene registrato per la prima volta con il significato di “dalla pelle chiara” (riferito a gente di colore).

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Lughnasadh, “Festival di Lugh” (secondo Keatings e Cormac) o “matrimonio di Lúg” (secondo Rhys) - in irlandese arcaico, pronuncia [luɣnəsəð]; Irlandese Lúnasa; Gaelico Scozzese Lùnastal; Gaelico di Man Luanistyn) è una festa tradizionale gaelica celebrata il primo di agosto: da questa importante festa il mese in gaelico ha ereditato il nome (e non il contrario). In origine era legata al raccolto.

È la festa in onore del trionfante dio della luce e della resurrezione, Lug, che celebra le nozze con Erinn: giorni di festa e banchetti ma anche giorni di matrimoni, considerati infatti propizi per gli sposi. Probabilmente anche da Lammas e Lughnasadh deriva l’importanza data, successivamente, dalla chiesa alla festa di san Lorenzo che cade il 10 agosto. È difficile stabilire dove e quando san Lorenzo abbia assunto le funzioni di una festa dell’estate trionfante poiché soprattutto nell’Italia meridionale è poco probabile un’influenza celtica. Ma nello stesso periodo, il 12 agosto, si svolgeva nella Roma antica una festa in onore di Ercole Invitto o Trionfatore: Ercole, si sa, è un’ipostasi del Sole.

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La festa dei primi frutti è un’offerta religiosa del primo prodotto agricolo del raccolto.
Nelle religioni classiche greca, romana, ebraica e cristiana i primi frutti erano dati ai preti per essere offerti a dio. I Primi Frutti erano spesso una fonte primaria di sostentamento per il mantenimento dei capi religiosi e le loro strutture.
Nell’epoca classica ad Atene i Primi Frutti erano definiti un’offerta di aparche ἀπαρχή, inizio di un sacrificio, prima offerta (di un ciuffo di capelli tagliato dalla fronte), come nelle Orestiadi di Eschilo (96) o ne Le Fenicie di Euripide (1525); più avanti “un banchetto” tenuto in questa occasione (v. Plutarco 2.40b).
Tranne durante tempi di guerra, questa era la maggior fonte di fondi per i tempi delle divinità eleusine, Demetra e Kore. La maggior parte delle offerte agricole era poi venduta dal tempio e i guadagni utilizzati per pagare il mantenimento giornaliero del complesso del tempio. Sulla pietra IG I 386-387 si legge come funzionavano le finanze dei tempi eleusini.

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Nell’opera di Shakespeare Romeo and Juliet (1.3.19) si dice di Giulietta “Come Lammas Eve at night she [Juliet] be fourteen”: “alla vigilia di Lammas, la notte, Giulietta avrà 14 anni”. Dato che Giulietta era nata la notte tra il 31 luglio e il 1 agosto, appunto la vigilia di Lammas, giunse prima del festival del raccolto, ed è molto significativo che la sua vita finisse prima che, come dicono gli inglesi, ella potesse “reap what she had sown”, raccogliere ciò che aveva seminato, e godere della pienezza del raccolto, paragone questo con il pieno godimento della sua vita e del suo amore con Romeo.

La festività di Lammas è uno dei quattro cross quarter days, quattro punti centrali nella ruota dell’anno secondo il calendario agricolo degli antichi. Ciò significa che esso cade tra un solstizio (24 giugno, Midsummer) e un equinozio (21 settembre, equinozio d’autunno, Mabon).
È una data molto sentita ancor oggi in particolare modo in Irlanda, dove ci sono ancora alcuni festeggiamenti come la Puck Fair nella contea di Kerry.

È un momento per celebrare il calore, il sole, il divertimento e l’abbondanza, ma allo stesso tempo apprezzare che il sole sta accorciando il suo corso, le giornate diventano più brevi, e la stagione come credevano i nostri progenitori richiede un momento di raccolta. Lammas è il primo dei tre festival del raccolto, ed è il momento di festeggiare nei campi e mangiare ciò che la terra ci offre.

La parola Lammas del resto ha al suo interno la parola pane, pagnotta, loaf, una parola del tardo 13° secolo dall’Anglosassone hlaf, porzione di pane cotta con una forma definita, dal Proto-Germanico *khlaibuz, fonte anche del Norreno hleifr, Svedese lev, Antico Frisone href, Antico Alto Tedesco hleib, Tedesco Laib, Gotico Hlaifs “pane, pagnotta”), di origine incerta, forse collegato all’Anglosassone hlifian “che cresce più in alto, che si eleva”, con riferimento alla lievitazione del pane che cresce man mano che si cuoce. Il Finlandese leipä, l’Antico Slavo Ecclesiastico chlebu e il Lituano klepas sono prestiti dal Germanico.

Nelle epoche in cui non esistevano i supermercati Lammas significava che i negozi stavano chiudendo perché non avevano più scorte; ricominciava però un periodo di abbondanza poiché tutti si incontravano nei campi e nelle strade di campagna poiché tutti partecipavano al raccolto.
Lammas significava duro lavoro ma anche la condivisione della prima birra e del primo pane dell’anno, ma anche dei primi Berry Harvest, i raccolti delle bacche, tant’è che ancor oggi in Irlanda si festeggia la Bilberry Sunday, la prima domenica del mese di agosto dedicata alla raccolta del Bilberry, una varietà di mirtillo, ma più in generale di tutti i frutti di bosco.

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La ricetta tipica che possiamo preparare anche noi è Blackberry shandy, mix di birra e limonata frizzante o altra bevanda gassata, abbreviazione di shandygaff attestato nel 1853 e di origine oscura.

Si può comunque preparare, ad esempio, un mix di sciroppo di fragole e succo di limone e aggiungere acqua frizzante, ma la versione più “antica” e adatta a Lammas è la seguente:
(per 4 bicchieri) una manciata o più di more mature, una bottiglia da 33 cl. di buona birra artigianale, 350 ml. di limonata frizzante o strawberry lemonade (sciroppo di fragole, succo di limone, acqua frizzante) a piacere, petali di rosa (opzionale).
Mettere le more sul fondo di un boccale da birra. Con un cucchiaio di legno pestarle per far uscire il succo. Coprire con birra e limonata in parti uguali e se piace decorare con petali di rosa.

Buon Lammas! Buon raccolto!