Approfondimenti

NEW YORK NEW YORK - DAVID BERMAN

"Le grandi fioriture sono precedute da una generazione d'intensi traduttori (neòteroi, stilnovisti, elisabettiani, trio del dolore, romanzo russo, neorealismo americano). Quando si dice l'esterofilia"

Troppo freddo per leggere al parco tra gli squirrel.
Ogni giorno faccio Alice-in-manicomio, Artaud, 
su poeti non ancora tradotti.
Dalla Public Library a Times Square, 
ti scrivo da un caffè buio, al solito.
Com’è carina la barista.
Gli occhi, le cosce. Forse ti piacerei vestita così.

NEW YORK NEW YORK – DAVID BERMAN

Stanno per costruire una nuova New York
leggermente a ovest della vecchia.
Perché un’altra nessuno lo chiede,
costruitela e basta, e quelli lo fanno.

La città è ancora isolata
da tutti tranne ai gruppi di lavoratori
che ne riferiscono una assoluta immagine speculare. 

Onestamente, ogni uomo opera sulla replica
dell’appartamento in cui vive,
ma dando un tocco nuovo,
dispenser per colonie, giardini rocciosi,
e pomoli per porte marchiati da grand hotel.

Migliorie qua e là, compiute in segreto
e fuori dai libri. Nessuno dei supervisori
lo nota o se ne preoccupa. Tutti sono di splendido umore,
scherzano, passeggiano per le strade immobili
l’unico reporter al quale è stato permesso entrare le ha descritte come

“non nutrite con i ricordi del passato complicato della vecchia città,
bensì con un qualche profumo blu diffuso nei primi anni sulla terra.”

Gli uomini maturano per amare la città piena di pace.
Diventa sempre più difficile tornare a casa la notte

che porta preoccupazione alle mogli.
Le zuppe gialle sono fredde, i tramonti veloci.

Gli uomini sostano in lunghe pause sulle scale di sicurezza, 
facendo cenno agli altri tra gli spazi quieti
meditando sui loro posatoi.

Finché un giorno…

Il cielo si riempie di nuvole carbonizzate.
Le cinture degli attrezzi sbattono nel vento crescente.

Qualcosa non va.

Un caposquadra sosta nella avenue
puntando il binocolo a un’impronta compatta antica
che ci avvicina nel cielo più a est.

Molte voci, Cosa, Cos’è?

Piccioni, egli grida nel vento.

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