Approfondimenti

No, stai zitto tu - Raymond McDaniel

RAYMOND MCDANIEL

No, stai zitto tu

Il mondo sconcerta con i suoi rumori,
il peggiore dei quali è la voce umana.
Da un giudizio del genere si potrebbe pensare
che io odi le folle, ma è meglio una dozzina di persone ammassate in un pub
del vocìo di un solo sciocco che parla nella sua testa.
La dozzina batte, tambureggia e ronza.
Contro la dozzina, potrei suonare un bicchiere bagnato
e cantare un DO sopra un DO alto,
potrei arrangiare una scommessa con armoniche audaci,
potrei stordire il latrato di una baracca di cani.
Ma contro un idiota tutto ciò che un altro idiota può fare è solo urlare.
Si immagini allora una vita in cui urlare sia il presupposto per ogni azione,
se bisognasse urlare per camminare, urlare per sedersi,
gridare a gran voce per ottenere un qualsiasi risultato.
Che cosa diremmo quando parliamo?
Cosa non suonerebbe vecchio,
di cosa non si potrebbe dire “è già sentito”?
Che sollievo sarebbe gridare contro sé stessi rauchi,
essere costretti al silenzio,
l’unica nota che sappiamo di riuscire sempre a tenere.

No, You Shut Up

The world baffles with sounds,
the worst of which is a human voice.
You would think that with a judgment like that
I would hate crowds, but better a pub’s intermingled dozens
than the sound of one fool speaking his mind.
The dozens drum and buzz and hum.
Against the dozens I could ring a wet glass
and sing C above high C,
could settle a bet with bold harmonics,
could stun down the bark of a barracks of dogs.
But against one idiot all another idiot can do is shout.
Imagine a life in which shouting was the precondition
for every action, if you had to shout to step, shout to sit,
shout loudly to effect any outcome.
What when you did speak would you say?
What wouldn’t sound old to you,
about what could you not say I’ve heard this before?
What a relief it would be to scream yourself hoarse,
to be forced into silence,
the one note you know you can always hold.

Copyright © 2019 by Raymond McDaniel. Originally published in Poem-a-Day on December 24, 2019, by the Academy of American Poets.

Modulazione di frequenza

siete in ascolto

della trasmissione via perline, irritante auditiva

a orologeria e spinterometri ultra-alti e super-bassi

il prezioso opale di cristallo nero e vetro dà i brividi e canta

la trasmissione ha sparso i semi tra gli apocrifi

ogni agente su satellite terrestre e marittimo o spaziale

dirige la conversione del registro reale e del groove

alta fedeltà alla

nostra radio rigenerativa sibila e grida

tutto ciò che non può essere posseduto ora appartiene a noi

le onde irradianti oscillano sotto la luce visibile

per arrivare e posarsi non richiede alcun mezzo ma occupa il vuoto

e l’emissione di trasformazione dell’aria

segue il vostro radiotelegrafo

siamo il vostro conduttore

la nostra ampiezza varia

fluttuiamo la frequenza

non siamo soggetti a interferenze statiche

abbiamo incorporato la sotto-portante

zitti tutti

non è necessario conoscere la lingua quando si riconosce il rumore/ suono

Frequency Modulation

you are listening to

the transmission via seed pearl, aural irritant

clockwork and sparkgap ultra high and superlow

precious black opal crystal and glass shudders and sings

broad cast scattered the seeds among the apocrypha

each agent at land or sea satellite or space

direct conversion of royal register and groove

high in fidelity to

our regenerative radio hisses and shouts

everything that cannot be owned belongs now to us

irradiant waves oscillate below visible light

to arrive and reside requires no medium but occupies vacuum

and air transformational emission

follow your radiotelegraph

we are your conductor our amplitude varies

we fluctuate the frequency

we are not subject to static interference

we embed the subcarrier

hush y’all

you need not know that language if you know this sound

Raymond McDaniel, “Frequency Modulation” from Saltwater Empire. Copyright © 2008 by Raymond McDaniel. Reprinted by permission of Coffee House Press.
Source: Saltwater Empire (Coffee House Press, 2008)

Assalto ad Abiury

La pioggia è iniziata, e anche il vento.

Una nave alata è scivolata a terra.

Gli arti del nostro nuotatore si sono fatti pesanti.

La sabbia si è appianata.

La duna primaria, la duna secondaria, entrambe livellate.

La foresta marittima, strappata.

Ogni iarda di costa è scossa dalle meduse.

L’ombrello/ il cappello blu svuotato nella luce del tramonto.

I filamenti, distesi.

Il disastro ha stranamente ripulito la spiaggia.

Abbiamo coltivato il campo di detriti.

Immondizia naufragata, il nostro tesoro.

Porta-gioie, anelli di latta, scatole di caramelle di sassi.

Esoscheletro di una bicicletta senza ruote, cavalletta verde.

I nostri dieci anni morti veloci.

Ci siamo riposati nella mangrovia rossa e riparati con le lenzuola.

I nostri lividi si sono arrossati al contrario, così le nostre vesciche.

È vero è vero

che Dio ci aiuti abbiamo cercato di restare in frantumi

ma è andata appena meglio.

Siamo diventati abili, abbiamo catturato i pesci mentre fuggivano.

Abbiamo scuoiato il pesce e il coltello è scattato come un editto.

Ci siamo feriti, e poi siamo guariti.

Assault to Abjury

Rain commenced, and wind did.

A crippled ship slid ashore.

Our swimmer’s limbs went heavy.

The sand had been flattened.

The primary dune, the secondary dune, both leveled.

The maritime forest, extracted.

Every yard of the shore was shocked with jellyfish.

The blue pillow of the man o’ war empty in the afterlight.

The threads of the jellyfish, spent.

Disaster weirdly neatened the beach.

We cultivated the debris field.

Castaway trash, our treasure.

Jewel box, spoon ring, sack of rock candy.

A bicycle exoskeleton without wheels, grasshopper green.

Our dead ten speed.

We rested in red mangrove and sheltered in sheets.

Our bruises blushed backwards, our blisters did.

is it true is it true

God help us we tried to stay shattered but we just got better.

We grew adept, we caught the fish as they fled.

We skinned the fish, our knife clicked like an edict.

We were harmed, and then we healed.

Raymond McDaniel, "Assault to Abjury" from Saltwater Empire. Copyright © 2008 by Raymond McDaniel. Reprinted by permission of Coffee House Press.
Source: Saltwater Empire (Coffee House Press, 2008)

Raymond McDaniel (nato in Florida) è un poeta americano, autore di quattro raccolte di poesie, tutte pubblicate da Coffee House Press: The Cataracts (2018), Special Powers and Abilities (2013), Saltwater Empire (2008) e Murder (a Violet ) (2004). Murder (a Violet) è stato vincitore della National Poetry Series selezionata da Anselm Hollo. Insegna all'Università del Michigan. Scrive recensioni di libri per The Constant Critic.