Recensioni

Silvia Molesini
Philip Levine the first il primo of identical twins of Jewish immigrant parents di gemelli identici di immigranti genitori ebrei started to work inizi...
Rosa Riggio
“Promemoria” di Andrea Bajani (Einaudi 2017) Telefonare ai morti può essere un buon modo per non rinunciare alle parole. Ma bisogna fare presto, “dire...
Paola Silvia Dolci
a cura di Ivo De Palma Michele Zaffarano (5.1) A volte quando lui chi mi sta parlando cerca che cambio l’opinione di me quando lui chi mi sta parlando cerca che manipola...
Paola Silvia Dolci
a cura di Ivo De Palma Chiara Daino Si è, o non si è, quest’è la prova: s’è degno più alla mente chi si tatua i dardi e i sassi...
Paola Silvia Dolci
a cura di Ivo De Palma Alessandra Carloni Carnaroli murini / inserisci un emoji sperimentiamo prima sui topolini ma in questo caso saltiamo diretti l'evoluzione della...
Paola Silvia Dolci
a cura di Ivo De Palma Andrea De Alberti I sogni li tossisco, i sogni non devono andare giù. Poi guardò Ronzinante, era dietro di lui. La donna si chiama Aldonza...
Paola Silvia Dolci
a cura di Ivo De Palma Silvia Tripodi Per esprimere meglio un concetto si utilizzano significanti di grado superiore si oltrepassa la negazione si chiarisce che la dialettica...
Paola Silvia Dolci
a cura di Guido Michelone   Esattamente un anno fa, nel marzo 2017 si è festeggiato il centenario del primo disco di jazz (Livery Stable Blues), un traguardo...
Paola Silvia Dolci
a cura di Guido Michelone   Il bel libro del ‘raccontatore della musica’, come viene definito da amici e colleghi, introduce un tema molto interessante...
Paola Silvia Dolci
a cura di Guido Michelone In copertina titolo (breve) e sottotitolo (lunghissimo) non lasciano dubbi: “L’infanzia dei dittatori. Dieci uomini che hanno contribuito a...
Paola Silvia Dolci
a cura di Lisa Orlando “Sono rimasta confusa, annoiata, irritata e delusa da questo liceale a disagio che si gratta i foruncoli. E Thomas (Eliot), il grande Thomas, lo...
Paola Silvia Dolci
a cura di Ivo De Palma Roberto Amato Certo mia madre mi tormentava a ore fisse. Voleva soffocarmi con quei capezzoli rugosi che mi facevano rabbrividire già da lontano...