Recensioni

Andrea Raos Come mai (inedito)

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Andrea Raos Come mai (inedito)

Questo accadeva quando ero solo incuriosito, 
non ancora spaventato
dalle cose precipitate al mondo 
e dunque prima che si configurasse su di me la costellazione di voragine
che da allora mi accompagna:

quando cammino calano a ghermirmi rami neri, ritratti
quando voglio toccarli mi sbarrano la strada.
Così non so dove andare 
perché nascere è respirare ma vivere è trattenere il fiato.
Così chiuso i polmoni non cammino, qui finisce 
ma nonostante questo, biologicamente
non ancora, dove io e te ma soprattutto
tu il tuo fiato di magnolia,
i dentipetali e i coloriocchi,
i seniseni e le corollecroco

 

Andrea Raos (Tradate, 1968) ha pubblicato Discendere il fiume calmo, in Quinto quaderno italiano (Crocetti, 1996), Aspettami, dice. Poesie 1992-2002 (Pieraldo, 2003), Luna velata (centre international de poésie Marseille – Les comptoirs de la nouvelle B.S., 2003), Le api migratori (Oèdipus / Liquid, 2007), I cani dello Chott el-Jerid (Arcipelago, 2010) e Lettere nere (Effigie, 2013).
È presente nei volumi collettivi ákusma. Forme della poesia contemporanea (Metauro, 2000), Prosa in prosa (Le Lettere, 2009) e La fisica delle cose. Dieci riscritture da Lucrezio (Giulio Perrone Editore, 2010).
Ha curato l’antologia bilingue Chijô no utagoe – Il coro temporaneo (prefazioni di Nanni Balestrini e Yoshimasu Gōzō, Shichōsha, 2001).
Ha tradotto, tra gli altri, Fujiwara no Yoshitsune, Danielle Collobert, Jean-Jacques Viton e Charles Reznikoff, Olocausto (Benway Series, 2014).
È membro di Nazione Indiana www.nazioneindiana.com e di GAMMM gammm.org.