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Domenico Brancale incerti umani (2013)

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Domenico Brancale incerti umani (2013)


in te riposto segreto
non una nudità
se non fosse parola
a costringere al silenzio
in te seppellito germe
nel nome la carne

ora non siamo più noi
se non è l’altro che comincia a parlare

in te respirato sperma

c’è ancora aria da scavare
in questo profondo distante
esserci accanto

non bastano più linee ai nostri palmi

all’altezza del tuo orecchio
nessuna eco inganna
al presente ama
al presente alle voci
non lasciare loro brancolare
non smettono di uccidere il vivente

una chiusa di te
lasciaci entrare

lascia sia luce di solstizio
ogni cosa voluta respirare

le reti tese al largo dell’amare

Domenico Brancale (1976) vive a Bologna e Venezia. Ha pubblicato: L’ossario del sole (Passigli, 2007), Controre (Effigie, 2013), incerti umani (Passigli, 2013), Per diverse ragioni (Passigli, 2017). Tra i libri d’artista ricordiamo: Canti affilati con Hervé Bordas, Ghiacciature con Clemens-Tobias Lange, Volti a fronte con Jonny Costantino e Qui con Flavio de Marco. Ha curato il libro Cristina Campo In immagini e parole e tradotto Cioran, John Giorno, Michaux, Claude Royet-Journoud. Il suo lavoro sulla voce e sullo spazio ha prodotto numerose performance, tra le quali: Nessun sole sorge senza l’uomo (Monte Calvario, 2007); Questa deposizione rischiara la tua assenza (Gasparelli Arte Contemporanea/Teatro Sì, 2009); Nei miei polmoni c’è l’attesa (Galleria Michela Rizzo, 2013), incerti umani (Galleria de Foscherari, 2013), Se bastasse l’oblio (MAC di Lissone, 2014).