Recensioni

Elisabetta Piras, donna, pianista, musicologa

a cura di Guido Michelone

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Testimonial per la Giornata Europea della Musica 2019, bella, estroversa, sexy, fascinosa, è sicuramente la pianista italiana del momento: Elisabetta Piras da Cagliari, quarantenne, cosmopolita per vocazione, attualmente contesa per lavoro tra Torino, Bologna, Vercelli è l’artista che non si spaventa davanti alle complesse partiture di Samuel Barber, David Tudor, John Cage, che non si fa mancare i romanticismi storici e perenni da Robert Schumann a Claude Debussy, che non rinuncia a valorizzare al pianoforte il Novecento ‘popolare’ (Nino Rota e Astor Piazzolla) o i postmoderni (il vivente Federico Gozzelino). Da poco è diffuso un CD antologico Stagione di Concerti (2019), dove suona l’Excurison n. 1 di Barber, mentre per il 2020 ci sarà forse un intero disco in duo con il violoncellista Lamberto Curtoni.

Laureata al DAMS di Bologna, diplomata in Pianoforte al Conservatorio di Cagliari e in Didattica della Musica al Conservatorio di Torino, ottiene inoltre due specializzazioni rispettivamente in “Metodologia della ricerca scientifica per l’Educazione Musicale” (con il corso biennale istituito dalla Scuola Superiore di Ricerca nel campo dell’Educazione Musicale dell’Accademia Filarmonica di Bologna e della Società Italiana per l’Educazione Musicale) e in interpretazione solistica (con il Diploma triennale di Alto Perfezionamento Pianistico dell’ Accademia Musicale Pescarese).

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Elisabetta Piras approfondisce quindi il proprio iter artistico-musicale, musicologico e didattico-pedagogico nei maggiori centri di formazione sia italiani sia stranieri, stando particolarmente attenta alle metodologie attive di insegnamento e alla musicoterapia. In parallelo svolge regolarmente numerose attività creative con un intenso concertismo sia da solista sia in formazioni cameristiche, senza rinunciare al lavoro di ricerca musicologica, con pubblicazioni scientifiche e divulgative, grazie alle quali tiene seminari e conferenze e partecipa a convegni in qualità di relatore in Italia e all’estero (Inghilterra, Scozia, Grecia, Brasile, Cina, Spagna, Portogallo, Austria).

Attualmente insegna Storia della Musica e Pianoforte presso il Liceo Musicale di Vercelli, è docente presso i Corsi di Formazione Musicale del Comune e del Teatro Regio di Torino, ed è professore a contratto presso l’Università di Bologna: qui e altrove conduce infine corsi e laboratori di musica e pianoforte per ogni età, a partire dalla propedeutica musicale per bambini dai 3 anni, sino alle fasce adulte, essendo altresì molto apprezzata nell’ambito della formazione degli insegnanti, presso istituzioni statali, centri di ricerca e associazioni private.

A livello personale Elisabetta Piras, come tutti gli artisti, ha i propri luoghi ispiratori: vivendo per lunghi periodi a Torino è il Po, o meglio lungofiume, appena sotto l’antico palazzo in cui abita. Trascorrendo altresì lunghi periodi in altre tre importanti centri. C’è anzitutto Cagliari, il luogo natale, dove il focus per l’ispirazione è l'immensa bella spiaggia cittadina; segue Bologna, con Piazza Santo Stefano, che offre bella immagine medievale; e infine Vercelli, vissuta di sfuggita nel nuovo bar dei giardini della stazione, dove s’incontra con scrittori e filosofi per sorseggiare uno spritz, prima di partire, conversando di esistenza umana e progetti futuri.

In tal senso Elisabetta Piras si rivela anche un po’ filosofa, quando, tra le righe degli articoli o nelle numerose intervista, affermando innanzitutto che la sua idea di perfetta felicità è forse qualcosa che può essere definito come "libertà": fare quello che vuoi fare, quando vuoi, con chi vuoi, dove vuoi... Al contrario la più grande paura è per lei guardarsi allo specchio e non riconoscersi, non solo fisicamente, ma anche in chiave metaforica, tanto nella psicologia quanto nel comportamento. Alla domanda su cosa, potendo, cambierebbe di se stesso, la risposta fatica ad arrivare, in quanto la pianista non riesce a pensare a qualcosa di isolato da stravolgere, almeno non qualcosa di profondo. Tuttavia pensa spesso a qualcosa nel proprio stile di vita, ad esempio essere puntuale o smettere di fumare e in genere le piccole cose che a volte infastidiscono le persone intorno a lei.
Dai difetti alle bugie: le occasioni in cui è necessario dover mentire, sono per lei quelle per proteggere qualcuno che ama, o per non far soffrire nessuno a cui tiene in particolare, considerando il fatto che a volte i due aspetti tendono a coincidere. E per terminare il discorso, Elisabetta Piras apprezza molto il proverbio “La passione non va mai in pensione”, una frasetta a significare seriamente che la passione, se vera, non è mai stanca, perché si rigenera con esperienze e interessi, e soprattutto nella qualità delle azioni con cui è espressa.

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