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LAMPI

                                                                   FOTOGRAMMATICA VOL.2

                                                                                  LAMPI

Se le cose basta nominarle di notte
perché esistano
purché esistano
in una notte di lampi
che sono le parole
che illuminano i pastori
i naviganti i dormienti
gli impauriti i geografi
e gli impagliatori
io allora nomino il FANGO
e prima ancora la sua parola
che sporca la gomma
degli stivali le pozzanghere
così grandi da diventare asfalto
e i prodromi sono stelle comete
nere attraversano il cielo scuro.
Eppure nessuno si accorge di loro.

I contorni sfumati sono poesie
giustificano cattivi funzionamenti della retina
e le piogge abbagliano:
quali parole avete mai pronunciato
al vostro primo temporale di stagione?

Edere di ricordi
si arrampicano sul presente
alberi si sfarinano
radici si impigliano
e la campagna è solo
l’inadeguatezza di un’ipotesi
la clorofilla delle piante
uno schermo sgranato che confonde
l’ottica
la raccolta dei pesci
è una mano che affonda
nella laguna
un galleggiante che si fa spazio
fra la tifa e i canneti
la mentha acquatica
per dissetarsi i pomeriggi.
Cappelli di paglia
per proteggersi dalle ombre
mentre il collo pressa la testa
e le labbra stringono le parole
le serrano ai denti
le spingono indietro
chi dorme lo fa con la bocca aperta.

Un grido durante
il buio della notte:
le mani a coprire le orecchie.

- Giuseppe Rizza –

[ I versi sono alla visione del film Post tenebras lux, da cui è stato colto anche il seguente fotogramma]

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POST TENEBRAS LUX, Messico; 2012; Durata: 120 min; Regia e sceneggiatura di Carlos Reygadas; premio per la miglior regia al Festival di Cannes 2012.