Recensioni

podcast#24 Fabrizio Lombardo - Ivo De Palma

a cura di Ivo De Palma

Fabrizio Lombardo

È molto più onesto ora farsi da parte, dirsi fuori quota
per gare come questa. Ammettere che non è il terreno
adatto. Che è stata solo una falsa partenza. Dire
che la pazienza è andata. O anche scrivere delle solite cose, ripetere
i fondamentali e risparmiare fiato per i giorni che verranno
per l’ennesimo novembre di silenzio e allenamenti mancati.

***

Nella camera solo la resistenza dell’aria contro
le vetrate. Tu sai quello che mi consuma:
il vento freddissimo/ l’attesa. Inutile
spostare il cappio che indosso come un regalo
d’addio/ molto alla moda però. I nervi
ancora fuori posto. La traccia curva lasciata dalla luce
confonde/ cede a questo falso lirismo/ irrita anche le parole.

***

Ho dimenticato ancora una volta le coordinate per la crudeltà.
Riprovo con i vetri aguzzi, il ghiaccio tra i denti,
l’incertezza/ la resa. Abito vestiti soliti.
Con poche sfumature di grigio e di nero
per mimetizzarmi meglio con la ghiaia davanti a casa.

***

la brace che rotola nella scia dei camion
il sole dentro alla nebbia/ gli scheletri liquidi delle case
l’uomo in bicicletta, lentissimo sul cavalcavia.
tutt’attorno c’è Faenza, spremuta sino a marcire
nell’odore che si sente anche da qui, dall’autostrada.
dentro a un agosto autunnale.
un altro cane. la supplica del silenzio.
l’autoradio che perde il segnale.
Come una morte breve nelle stanze d’albergo

***

è l’epigrafe a questi anni, in una topografia
da finestrino fatta di chilometri e di carta da parati.
un conto economico/ il mio che segna un bilancio
in rosso. chiedere in prestito alla poesia un fondo illimitato
non salva l’impresa. meglio chiudere o lasciare
a te/ in amministrazione controllata questi ultimi versi
che scrivo, mentre guardo quanto manca al prossimo autogrill.

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Fabrizio Lombardo, Cinque testi da Coordinate per la crudeltà, 2018
Collana Rosada - Edizioni Kurumuny