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#podcast7 Prologo. Luna in cielo - Andrea Raos - Ivo De Palma

a cura di Ivo De palma

Andrea Raos

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Prologo. Luna in cielo

    Un giorno l'Allegro Leprotto decise di andare a vedere com'è fatto il cielo e, raccontata una bugia ai genitori per potersi allontanare da casa, si mise in cammino.

   Camminò per quasi una settimana scalando, un balzello dopo l'altro, la montagna più alta che c'è. Poco a poco sparirono gli alberi e i fiori, gli animali e i prati, e si trovò a scorticarsi i polpastrelli contro le rocce taglienti verso la cima.

   Finalmente giunto sul cocuzzolo stette da lì proteso verso il cielo ormai vicinissimo per un giorno e una notte finché, stiracchiandosi e allungandosi più che poteva, riuscì ad afferrare con gli zampini l’orlo della volta celeste. Per qualche istante riprese fiato con la testa dentro, issato in un’oscurità che non capiva, e la coda fuori, nel mondo normale fatto di luce e muoni; poi, con un ultimo sforzo, si slanciò ancora un po' più su e capitombolò dentro a dietro il cielo. Fu come trarre un sospiro, gettare uno sguardo in tralice, e alla fine un piccolo “clac”.

   Seduto sul sedere, ancora intontito dalla rotolata che aveva fatto cadendo, si guardò intorno. Vide che dietro al cielo è tutto buio. C'erano solo il freddo e il niente.

   L'Allegro Leprotto allora capì che i pianeti e le stelle che vedeva brillare dal basso, quando nelle sere d'estate giocava a rincorrere le lucciole nei prati invasi dal profumo del fieno tagliato, in realtà sono pietre che sprizzano scintille verso la terra rotolando e stridendo in assoluto silenzio, come calcoli neri e pulsanti di cui traspare il ghigno se premuti contro la membrana che li chiude.

    Io spero che ti scardini la vita.

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Andrea Raos
da Le avventure dell'Allegro Leprotto e altre storie inospitali
(Arcipelago Itaca, 2017)