Recensioni

IN PRINCIPIO

a cura di Giuseppe Rizza

Mattone e specchio; Titolo originale: Khesht va Ayeneh; regia, sceneggiatura, montaggio e produzione di Ebrahim Golestan; Iran; 1965; durata: 126 minuti

                                                                            Vol.57
                                                                       IN PRINCIPIO

Le poesie un tempo potevano anche
essere ascoltate in autoradio, in taxi
durante i programmi notturni
con le luci intorno della città
alcune spente le altre solo bianche
durante un enjambement
il rischio di sinistri aumentava
gli animali intanto erano
immersi in una coltre di bitume
in Asia la notte è ancora più scura
e per scacciarla basta sorseggiare
una zuppa con aggiunta di sommacco
in Sicilia conosciuto come rhus coriaria
l’Egitto si è perso
sotto una tempesta di sabbia.
La migliore saliera è quella
che fa uscire facilmente il sale
o quella che ne impedisce un uso eccessivo?
I tuoi denti meritano un ottimo spazzolino.

Chissà quali e quante cose avrai dimenticato
sul sedile posteriore per essere uscita senza salutare
le strade in salita non hanno bisogno di similitudini
la malta riesce a coprire anche l’erba
il settore erezioni muri non conosce crisi
chiedere non serve a niente
in assenza di qualcuno
si possono comunque con una
certa nonchalance mangiare arachidi
la verità spesso è scadente.

Le parole sono buche
talvolta pozzanghere
in cui è facile cadere
le fontane sono tutte opere d‘arte
l’odio è l’unico sentimento
autentico che unisce gli uomini
alle torce elettriche non si consumano le batterie
le proteine del latte evitano
il pianto dei neonati
papà dice che sei giù
solo perché non hai di meglio da fare.

Kafka odiava le domeniche
io il resto della settimana.