Recensioni

Ti racconto una canzone

Un libro di Massimiliano Nuzzolo ed Eleonora Serino

a cura di Guido Michelone

Risulta difficile, quasi impossibile recensire un libro come Ti racconto una canzone a cura del musicista e romanziere Massimiliano Nuzzolo, in collaborazione con Eleonora Serino critico letterario. Il problema è che si tratta di un’antologia di racconti e se presi uno per uno, per una sintesi o un giudizi a livello singolo appunto, non si finirebbe più: occorrerebbe insomma uno spazio da tesina di laurea e non da breve saggio o articolo informativo.

Allora, l’occhio e il pensiero si spostano dalle tante individualità – tutte interessanti in un modo o nell’altro, in questo libro – per capire cosa presiede la genesi e la concezione di una raccolta tematica.

Si può, in tal senso, partire dalla quarta di copertina, dove si legge: “Le canzoni che ascoltiamo, a volte per caso, a volte per scelta, spesso rimangono dentro di noi e ci accompagnano per tutta la vita". Questo libro nasce con l’idea di raccontare un momento particolare, delle emozioni, dei ricordi, e ovviamente una canzone che è legata indelebilmente a essi. Un universo sonoro che scorre accanto a noi, nei modi più disparati, per accompagnare la nostra vita. E senza scomodare Charles Baudelaire, di certo la musica come arte ha qualcosa in sé di più ‘diretto’, più potente e coinvolgente di tutte le altre arti. In questo libro più di quaranta autori e autrici, di ogni età, noti e meno noti, esperti o meno esperti, coinvolti (…) raccontano con passione la loro canzone: un modo personale di raccontare le emozioni che va oltre la canzone stessa”.

Oltre Beaudelaire Ti racconto una canzone sembra altresì far proprio il motto di un altro grandissimo scrittore, Marcel Proust, quando afferma giustamente che “Le canzoni, anche quelle brutte, servono a conservare la memoria del passato, più della musica colta, per quanto sia bella”.
 

Niente di più vero: quanti ricordi personali emergono riascoltando per esempio alla radio o in TV una canzonaccia, la stessa che anni prima si sentiva uscire, distrattamente dal juke-box o alla filodiffusione al primo appuntamento galante? Il cinema sfrutta mirabilmente l’assunto proustiano per commentare in musica gli eventi storici novecenteschi, semplicemente i brani dell’epoca, talvolta dimenticati, ma che presto riassumono un valore non solo documentaristico, ma anche identitario di una fede, una nazione, una personalità.

A leggere i 47 racconti per altrettanti scrittori – in ordine alfabetico Lucio Angelini, Gianluigi Bodi, Andrea Brancolini, Rino Bregani, Annalisa Bruni, Marta Cai, Luca Caviglione, Giovanni Cocco, Francesco Consiglio, Enrico Corradini, Giuseppe Costigliola, Eugenio Delmale, Francesco Dezio, Marco Drago, Edoardo Ghiglieno, Marco Innamorati, Franz Krauspenhaar, Nicolò La Rocca, Massimiliano Maestrello, Andrea Martina, Guido Michelone, Elena Marrassini, Michele Monina, Raul Montanari, Gianluca Morozzi, Ivano Mugnaini, Domenico Mungo, Chiara Negrini, Massimiliano Nuzzolo, Sandro Ossola, Angelo Petrella, Luca Pasquinelli, Marco Patrone, Luca Ragagnin, Sergio Restagno, Paolo Restuccia, Alberto Rimini, Umberto Rossi, Eleonora Serino, Ugo Sette, Marco Steiner, Leo Taverna, Stefano Trucco, Filippo Tuena, Lorenzo Vargas, Carmelo Vetrano – si percepisce proprio il manifestarsi del connubio tra Beaudelaire e Proust.

Sì, ancora i due sommi francesi, inconsciamente utilizzati da Nuzzolo e dalla Serino in quanto fra i primissimi a pensare che sia possibile, anzi doveroso, anche in letteratura, impiegare la musica come segno evocatore di desideri, riti, sogni, drammi, impegni, rapporti, animi, flussi, slanci che - in Ti racconto una canzone - ogni autore dispiega partendo dalla ‘sua’ canzone: e sono quasi tutte canzoni leggere, pop o rock (rarissimi qui i casi di jazz o di classica), perché dice il poeta (Beaudelaire). “La musica, altro linguaggio caro ai pigri e alle anime profonde che cercano lo svago nella diversità dell'occupazione, vi parla di voi, vi racconta il poema della vostra vita”; ed è vero perché, continuerebbe Proust “L'essenza della musica è di svegliare in noi quel fondo misterioso della nostra anima”.

Cfr: Nuzzolo Massimiliano e Serino Eleonora, Ti racconto una canzone, Arcana Edizioni, Roma 2022.