Recensioni

Un caso incendiario

   Era l'unica casa del paese interamente monocromatica: tetto, muri, finestre erano rossi; pure i pavimenti e le pareti, i soffitti, i mobili, i sanitari. Frutto di menti perverse o burlone, inclini al torbido o alla provocazione, si accampava allucinante o scherzosa, a seconda dello stato d'animo con cui la si guardava, in fondo alla piazza principale. Era un enigma per tutti, visto che non si erano trovate tracce documentarie della sua costruzione in alcun archivio, e le testimonianze orali gettavano poca e contraddittoria luce solo sugli ultimi decenni della sua secolare esistenza.

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 Era stata trasformata in ristorante-pizzeria, l'unico del paese, e richiamava avventori un po' da tutta la provincia e, specie nei giorni di festa, anche da fuori. Io lavoravo come cameriere e fu lì che incontrai la ragazza con cui ho condiviso alcuni intensi anni della mia vita. Si chiamava Rossana. Non so se si chiami ancora così. Era sua intenzione cambiare un nome che, in quel contesto, risultava plateale, ridondante, ma fintanto che vivemmo insieme non ne fece niente. Aveva anche i capelli rossi e spesso esprimeva il proposito di tingerseli, ma non si decideva.

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   Quando ci lasciammo, per non rivederci mai più - e questo, come ogni altro "mai più" ogni volta mi stringe la gola come un cappio - io feci le valige e mi trasferii per qualche tempo in città, tanto mi opprimevano ricordi così freschi e dolorosi. Me ne andai di notte, dando le spalle alla casa rossa che incombeva sulla piazza e m'invitava morbosamente a voltarmi. Lottai per qualche istante, ma la tentazione, il desiderio voluttuoso di farmi male ebbe la meglio. Mi girai e una fitta mi trapassò - così mi parve - da parte a parte.

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   Tornai sei mesi dopo. Il ristorante era fallito. Con la condiscendenza inspiegabile della Soprintendenza la casa era stata dipinta di bianco, modernizzata frettolosamente in alcune sue parti e adibita a nuova sede del Comune. Fui io ad appiccarle il fuoco una notte. L'incendio la ridusse completamente in cenere. Ma per l'ultima volta tutti poterono vederla sfavillare nel suo antico e portentoso colore.