Palazzo dei tessuti
Passi la grossezza del rinoceronte
per il codolo dell’urgenza
si edifichi il canto dei grilli
allo scalfo indeformabile della vita
nel vecchio scambio di tessuti
vergini giurate si ricompongono uccelli
dai rossi interminati
e azzurri a tratti indifesi,
pare un nido di seta
un mercante, forse il fabbro del re
tutti inanellati
capovolti
inesperti d’altri mondi
dentro il braccio di un ago
e qualche possibile nemico:
una sbavatura
l’eterno morire
o anche il troppo pensare,
ma non siamo che punti
messi al centro di un unico tocco,
lo stelo dell’universo
un ingombro che non si piega
né si infratta
agli strappi morsicati
di una lama d’addio.
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