Comunicato
Una scatola piena di luce
COMUNICATO STAMPA

Una scatola piena di luce. BAU si presenta a Le Murate Art District

Giovedì 4 giugno 2026, alle ore 17.30, presso Le Murate Art District, in Piazza delle Murate a Firenze, verrà presentata la storia del Contenitore di Cultura Contemporanea BAU, progetto editoriale e artistico nato a Viareggio nel 2004.
All’incontro partecipano Antonino Bove e Guido Peruz, redattori BAU; Valentina Gensini, direttrice di Murate Art District; Giandomenico Semeraro, critico d’arte; e Paola Silvia Dolci, autrice ed editrice della rivista Niederngasse.
Il Contenitore di Cultura Contemporanea BAU nasce nel 2004 a Viareggio da un gruppo di autori attivi nell’ambito della ricerca artistica e attenti ai molteplici linguaggi della cultura contemporanea. Fin dall’inizio il progetto si è configurato come spazio di incontro, confronto e sperimentazione tra discipline diverse: arti visive, poesia, scrittura, grafica, editoria d’artista, Mail Art, pratiche performative e ricerche verbo-visive.
BAU è una rivista ad assemblaggio a cadenza annuale. A oggi sono stati pubblicati venti numeri, in edizioni mediamente di 120 esemplari, contenenti opere originali firmate e numerate di autori storici ed emergenti, italiani e internazionali. Ogni cofanetto BAU non è soltanto una pubblicazione, ma un oggetto culturale plurale: una raccolta di interventi, materiali, segni, immagini e testi che ridefiniscono l’idea stessa di rivista.
Il progetto raccoglie l’eredità delle riviste d’artista e delle esperienze ad assemblaggio legate a Fluxus, alla Mail Art e a pubblicazioni come Tèchne di Eugenio Miccini, Assembling di Richard Kostelanetz, Geiger di Adriano Spatola e Aspen di Phyllis Johnson.
In ventidue anni BAU ha coinvolto oltre mille autori provenienti da diciotto nazioni. I suoi cofanetti sono stati presentati e acquisiti da importanti musei, archivi, biblioteche, fondazioni e collezioni pubbliche e private, tra cui la Tate Modern Library di Londra, la Bibliothèque Kandinsky del Centre Pompidou di Parigi, la biblioteca della Yale University, la University of Iowa, l’archivio del MART di Rovereto, il Museo del Novecento, la Triennale, la Biblioteca Braidense, la biblioteca di Palazzo Reale e la biblioteca del Castello Sforzesco di Milano.
Nel corso della sua storia BAU ha visto la partecipazione di figure decisive della cultura artistica e letteraria contemporanea, tra cui Arturo Schwarz, Gillo Dorfles, Nanni Balestrini, Emilio Isgrò, Lamberto Pignotti, Eugenio Miccini, Lucia Marcucci, Luciano Ori, Giuseppe Chiari, Philip Corner, Ben Vautier, Julien Blaine, Jean-François Bory, Jean-Jacques Lebel, Ben Patterson e William Xerra.
All’interno dell’incontro, Paola Silvia Dolci interverrà mettendo in relazione l’esperienza di BAU con quella di Niederngasse, rivista semestrale da lei diretta, fondata online nel 1998 e oggi approdata anche alla forma cartacea. Niederngasse, giunta al terzo numero, si muove anch’essa in un territorio di confine tra poesia, immagine, grafica, traduzione, critica e sperimentazione editoriale.

Il dialogo tra BAU e Niederngasse permetterà di riflettere sul ruolo delle riviste indipendenti e d’artista nel presente: non semplici contenitori di testi o immagini, ma dispositivi culturali capaci di produrre visione, relazione, archivio e attraversamento. In un’epoca dominata dalla comunicazione rapida e dalla smaterializzazione dei contenuti, esperienze come BAU e Niederngasse riaffermano il valore della forma editoriale come luogo fisico, mentale e comunitario.
È attualmente in preparazione il numero 21 di BAU, la cui pubblicazione è prevista per settembre 2026.
Ingresso libero.
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