Ti ricordi dove ho messo lo stupore?

Video Performance – Irene Di Dio
Testo – Valentina Diana

Questa video performance trae ispirazione da una foto, parte di una mostra di Marco Pietracupa, “The Vacuum Decay” ( maggio 2023) e da un testo di Valentina Diana. Avevo in mente delle immagini e una sequenza di movimenti del corpo e mi servivano delle parole per focalizzarli. Ho pensato quindi a Valentina, amica dai tempi della scuola d’arte drammatica di Milano, attrice, scrittrice e drammaturga. Grazie ai suoi testi ho realizzato precedentemente a Parigi un’altra video performance: E resta qualcosa che non se ne va più, e una Reading Performance: Gli occhi che guardano, in una galleria a Torino e a Milano.
Valentina dopo aver visto a sua volta alcune immagini della mostra, di quel “falso vuoto” come indica il titolo, mi ha inviato alcuni suoi poemi, che mi hanno toccato molto, ne ho scelti tre che ho leggermente “riadattato”.
Avendo la possibilità di utilizzare uno spazio molto interessante, Futuredome (lo stesso della mostra) a Milano, ho creato qualcosa in un tempo molto breve.
Le mie video performance, infatti , sono un incrocio tra immagini e azioni performative, create sul momento, in un luogo specifico.
Mi piace interagire con altri artisti e la letteratura e la poesia sono fonti d’ispirazione e di supporto.
Questa video performance, come alcune altre mie che la precedono, ha una struttura narrativa astratta e in un unica sequenza evoca suoni e suggestioni che possono fare eco, in modo diverso, agli occhi dello spettatore: il passare del tempo, il trasformarsi, l’assenza, il ricordo, i rituali del quotidiano, l’amore.

Irene Di Dio

Ti ricordi dove ho messo lo stupore?

E pensavo, sarebbe il caso, di andare a rivedere il mare. Ti ricordi dove ho messo lo stupore, ti ricordi dove ho messo l’amore? La luce mi frastuona, stavo meglio prima. L’assenza mi aveva addormentata. Mi piaceva abbandonarmi ai miei fantasmi animati d’anima, a comando. Dov’eri, quando io non c’ero? Ti vedevo sempre, ma con sfondo nero.

Dopo quando tutto è stato non resta che distruggere.
Il contratto è sciolto
Il patto

Eppure guarda
come non accade niente.
La luna sale
come sempre
deve esserci
un domani.
La notizia è questa
verranno le primule e le margherite.

La vita spinge
ignora
cresce splende consola.

Meglio andarsene piano piano

salutare tutta l’aria
salutare i chiodi
salutare le prese dietro il divano

con le ali a posto

col cuore liscio
piegato giusto
tutto pulito
la maniglia
chiudere senza sbatterla

la porta

andarsene gentili
con le scarpe in mano
nel dopodomani
dove ogni cosa è quisquilia e bazzecola

a comportarsi da buoni ricordi

Valentina Diana

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