Approfondimenti

«Per vincere l’estremo sospiro»: le poesie di Elizabeth Siddal I

«Per vincere l’estremo sospiro»: le poesie di Elizabeth Siddal.
di Lorenzo Gafforini

«Il dolore scomparire come cosa confutata,
Morte consumarsi come cosa oscena.
Metà eguali di un cuore perfetto, un’anima
Stretta all’altra dinanzi al cadere degli anni;
Se tu una volta mi avessi amato, e non hai amato;
Se la sorte fosse stata buona con noi, e non lo è stata.»

A.C. Swinburne, Il trionfo del tempo

Musa ispiratrice, poetessa, artista.

Riconosciuta principalmente come la massima musa ispiratrice dei preraffaeliti, spesso si dimentica che Elizabeth Eleanor Siddal fu anche artista di grande sensibilità e talento. Dotata di una bellezza diafana, la Siddal diventa ben presto la modella per eccellenza dell’Ottocento inglese. Figlia di un coltellinaio di Sheffield, nasce a Londra nel 1829 ed è costretta fin da ragazza a lavorare per mantenere lei e la sua famiglia. In particolare, a vent’anni inizia a lavorare in un negozio di mode. La cronaca vuole che proprio lì il giovane pittore Howell Deverell la vide per la prima volta nel retrobottega. Proprio in quel periodo Deverell stava ultimando il suo quadro più celebre: La dodicesima notte, tratto dall’omonima opera di Shakespeare. Nonostante il dipinto fosse in gran parte ultimato, l’autore stava cercando la modella ideale per ritrarre il personaggio di Viola. Dopo varie insistenze, Deverell riuscì a far ottenere il permesso alla ragazza per posare per lui. Acclarato che la Siddal avesse una passione per il disegno fin dall’adolescenza, alcuni ritengono che fu proprio il padre del pittore a presentarla al figlio, dopo aver visto i suoi disegni; in questa versione la Siddal sarebbe stata la sarta della famiglia Deverell. Indipendentemente dalle interpretazioni, oltre che ne La dodicesima notte, la ragazza posa anche per l’acquaforte Olivia e Viola apparsa sula rivista The Germ, promossa dalla Confraternita dei Preraffaeliti. Nonostante il magazine vide solo la pubblicazione di quattro numeri nel 1850, segnò un passaggio fondamentale per l’arte di quegli anni; inoltre, permise a molti autori di conoscersi fra di loro scambiandosi idee e impressioni.

L’ingresso nella Confraternita dei Preraffaeliti.

Proprio grazie a questa prima collaborazione con Deverell, il vivace mondo artistico di quegli anni conosce la Siddal. Lo stesso anno diventa modella di Holman Hunt, il quale avrà modo di affermare che la bellezza intrinseca della Siddal risiedeva principalmente nella sua visione spirituale e pura di intendere l’arte. Tuttavia, è nel 1852 che posa per uno dei quadri più eclatanti e impressionanti di quegli anni: l’Ofelia di John Everett Millais. Millais raffigura la morte della sorella di Amleto mentre canta galleggiando in un fiume poco prima di annegare. Nell’Atto IV Scena VII Shakespeare scrive: «Le sue vesti, gonfiandosi sull'acqua, / l'han sostenuta per un poco a galla, / nel mentre ch'ella, come una sirena, / cantava spunti d'antiche canzoni, / come incosciente della sua sciagura / o come una creatura d'altro regno / e familiare con quell'elemento». Nonostante l’ambientazione del dipinto si riferisca al fiume Hogsmill, la figura di Ofelia è stata realizzata in un secondo momento. Per questo motivo Millais fece immergere la Siddal completamente vestita in una vasca piena d’acqua e riscaldata con lampade ad olio. Purtroppo le lampade smisero di funzionare ed essendo inverno il forte freddo andò a minare ulteriormente la salute già cagionevole della modella.

L’incontro con Rossetti.

Negli stessi anni un assiduo frequentatore dello studio di Deverell era Dante Gabriele Rossetti, altro esponente di spicco della Confraternita. Rossetti rimane immediatamente colpito dal fascino della Siddal. Comincia così la collaborazione fra lei e il pittore. Iniziato con alcuni dipinti riguardanti la Vita Nova dantesca, il sodalizio fra i due si consolida sempre più fino a che la Siddal diventa la modella principale – se non unica – delle opere di Rossetti. L’amico e collega Ford Madox Brown parla di una monomania del pittore; e in effetti ancora oggi molti soggetti – e per di più i maggiormente conosciuti – del preraffaelita hanno le inequivocabili fattezze della Siddal. Rossetti, tuttavia, riconosce sempre più un talento naturale della modella per il disegno. Ed è proprio Rossetti a fornirle le prime lezioni e a introdurla gradualmente nel mondo dell’arte.

La dedizione segreta per la poesia.

Non avendo potuto godere di una buona istruzione, Siddal si lascia guidare dal suo maestro e quello che perde in teoria riesce a guadagnarlo in dedizione e talento. È così totalmente immersa nel mondo artistico a lei congeniale tanto da diventarne una rappresentante imprescindibile. Negli stessi anni si avvicina anche alla scrittura; nel dettaglio si dedica alla poesia. Rimaste da sempre inedite in Italia, la Damocle Edizioni ha deciso negli scorsi anni di riproporle con un elegante e curato apparato critico. Obiettivo, dunque, è quello di riscoprire Siddal non solo come modella, bensì come vera e propria musa dei preraffaeliti e artista indipendente. Per decenni il suo talento è stato oscurato dalla sua stessa bellezza e non sono molti i critici ad essersene occupati da un punto di vista puramente creativo. Grazie all’attenta dedizione di alcuni studiosi, oggi è possibile conoscere anche questo lato inedito e affascinante della sua produzione. Il rapporto della Siddal con la poesia è privato, intimo. Molte delle persone a lei più care non erano a conoscenza di questa sua predisposizione; credenza alimentata dal fatto che d’altronde non aveva avuto un’educazione regolare. Gli stessi genitori, anche a causa delle ristrettezze economiche, non favorirono di certo l’impulso artistico della figlia. Si dice – alimentando una certa visione romantica – che il primo incontro della Siddal con la poesia sia stato con un poemetto di Alfred Tennyson stampato su un giornale utilizzato per avvolgere un panetto di burro.

continua [...]