Approfondimenti

CAMPI DI BATTAGLIA, BUCOLICHE [UNA SELEZIONE]

Link all'articolo originale con la spiegazione del progetto, ulteriori testi e le fotografie originali di accompagnamento: 
https://kenyonreview.org/kr-online-issue/2019-septoct/selections/nomi-st...

War Game: Plug and Play

Wait. Begin Again.
Reverse loop. Enter the stage.
The war scenario has: [vegetable stalls], [roaming animals],
and [people] in it. The people speak

the language of a country we are trying
to make into a kinder country. Some
of the people over there are good
others evil others circumstantially

bad some only want
cash some just want
their family to not die.
The game says figure

out which
are which.

Stratego: Plug and Play

Aspetta. Ricomincia.
Gira il nastro. Entra in scena.
Lo scenario di guerra ha: [banchi di frutta], [animali vaganti],
e [persone] al suo interno. Le persone parlano

la lingua di un paese che cerchiamo
di rendere un paese più tenero. Certe
persone sono buone
altre maligne altre all’occasione

cattive certe vogliono solo
denaro certe vogliono soltanto
non muoiano le loro famiglie.
Le regole del gioco indovina

quali sono une
quali sono altre.

Fieldpoem 30: Postwar

My sight has changed forever:
I see the hulk of an army-green
helicopter
in a farm field in rural California
among rusting tractors, threshers
harvesters

Every one is a wreck of something

Bucolica 30: Dopoguerra

Il mio sguardo è mutato per sempre:
vedo lo scafo verde militare
di un elicottero
in un campo coltivato nella California rurale
fra trattori rugginosi, trebbie,
mietitrici.

Ognuno il relitto di qualcosa.

Soldiers Parachuting into the War Game

The fictional country stills
in the hour’s resin. Men glide
through pinedark
into fields of cotton. Eyeless
seeds above: is it, lord,
snowing? They cross
into the mock village:
dome goat road row
Iraqi role-players whispering
in collapsible houses
made for daily wreckage.
Lights pulse, pixels
within them. In one room:
a tiny fake coffin no
isn’t here a body no, nowhere
here my body. Input say
a kind word to the villager output
villager soaked clean of prior forms
of place. It is (subtract
this footprint) snowing. Now
fade.

Soldati Atterrano nella Zona di Guerra

La patria immaginaria gocciola
nella resina delle ore. Uomini scivolano
attraverso un buio di pini
su campi di cotone. Cieche
sementi lassù in alto: Signore,
sta nevicando? Attraversano
il villaggio Potëmkin: giocatori
di ruolo iracheni sussurrano
dentro case di cartone
costruite per il crollo quotidiano.
Pulsano luci, pixel
al loro interno. In una stanza:
una minuscola bara giocattolo no
non c’è dentro un corpo no, in nessun luogo
qui sta il mio corpo. Input bisbiglia
una parolina dolce ai paesani output
paesani lavati a secco delle precedenti forme
di luogo. Sta (cancella
questa impronta) nevicando. Ora
svanisci.

Fieldpoem 21: Unsound

There is another sound
that I don’t hear
nothing makes it go off
—breath on a mirror; the word faintly reappears

Bucolica 21: Acufene

C’è un altro suono
che non sento
nulla lo fa sparire
––alita sopra uno specchio; la parola pallida riappare.

Creation Myth (How Role-Players Came to Speak)

Soldiers build our legs and arms:
newly made, we clap the fire,
leg lift, leg lift, wake the ache
in the new hewn chest, circle
the pit, steep the tea, slice
the Spam pink as cheeks, break
the bread, then cry! Mouths
light open and shut,
open, then shut, around
their words, their words,
their words,
words, words. . . .

Racconto dell’Origine (Come i Giocatori di Ruolo Impararono a Parlare)

I soldati costruiscono le nostre braccia e gambe:
appena nati, applaudiamo al fuoco,
alzata una gamba, alzata una gamba, il dolore
si sveglia nel petto appena sbozzato, aggiriamo
la fossa, immergiamo il tè, affettiamo
la Simmenthal rosea come le guance, spezziamo
il pane, alla fine piangiamo! Bocche
si spalancano e serrano,
aprono, poi si serrano, attorno
alle loro parole, le loro parole,
le loro parole,
parole, parole. . . .

Fieldpoem 15: “The rice is more delicious after bomb clearance”

dig this rice field with a shovel
so the rice will be more delicious—
each two white grains
precious as two eyes

Bucolica 15: “Il riso è più buono dopo un bombardamento”

scava la risaia con una vanga
così il riso sarà più buono––
ogni paio di chicchi bianchi
prezioso come un paio d’occhi

Fieldpoem 5: For an Unnamed Man and an Unnamed Photographer

Fingeryeyes
sight lines, twin radii
the long fingers of looking

raised thumb and index finger of his left hand
touch at their tips: the circle of existence

five fingers of his right hand touch
the ground: calling the earth to witness
victory over suffering

right hand rests at his folded knee, palm outward:
giving charity

his hands are small mute mouths
in a sleeping face, eyes closed
faintly spattered with blood

right hand touches the white tile floor:
Bitumen of Judea

a burst of black powder
and gently he falls, softening
into the white-hot flash

Bucolica 5: Per un Uomo e un Fotografo Ignoti

Ramificazione d’occhi polpastrelli
linee di vista, raggi gemelli
le lunghe dita dell’osservare

sollevati pollice indice della sua mano sinistra
si toccano le punte: il cerchio dell’esistenza

cinque dita della sua mano destra tastano
il terreno: chiamano la terra a testimoniare
vittoria sopra la sofferenza

la mano destra riposa sul ginocchio piegato, palmo al cielo:
facendo la carità

le sue mani sono piccole bocche mute
sopra una faccia addormentata, occhi chiusi
pallidamente macchiati di sangue

la mano destra tocca il pavimento di piastrelle bianche:
Bitume di Giudea

un’esplosione di polvere nera
e crolla dolcemente, raggrinzendosi
nella carne bianca ardente

Fieldpoem 16: Building a House

The house that wasn’t there
was torn from its foundations

The builder stopped digging—
pushed back, out, came to rest, his tools down
at the bottom of a crater that dug itself
sleeping in a room whose walls were
blown away

Bucolica 16: Costruire una Casa

La casa che non c’era
fu strappata dalle sue fondamenta.

Il costruttore smise di scavare––
tornò indietro, fuori, a riposare, i suoi attrezzi giù
sul fondo di un cratere che si scavò da solo
addormentato in una stanza le cui mura furono
spazzate via