Approfondimenti

Yves Bonnefoy

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Haim Baharier

"Proibire sculture e immagini, approvare le incisioni sulle tavole della testimonianza. Scoprire che l’incisione è una via di mezzo tra la scultura e la scrittura. La scultura, che depreda e cambia la forma del supporto, e la scrittura, suscettibile di essere cancellata, si affiatano nell’incisione che è esercizio di libertà responsabile. Si preserva il supporto, l’essere umano, ma s’inscrive su di lui la traccia della memoria.
Per incidere premi di più che sulla carta ma puoi sempre raschiare, recuperare un fronte bianco. Io voglio preservare la libertà del mio interlocutore, tenerlo fuori dalla gabbia delle mie parole. La Mishnà insegna che herùt, la libertà, è un’altra vocalizzazione di harùt, inciso."
(Haim Baharier “Le dieci parole” ed. Sanpaolo).

Beppe Ratti