Interviste
Intervista alle sperimentazioni poetiche contemporanee (III)
Marko Miladinovic

A: Perché preferire l’intimità e la dirompenza della sperimentazione poetica, l’interdisciplinarità, la libertà assoluta nel fare poesia? Sembra quasi che ora ci sia un ritorno ai movimenti d’avanguardia, questo può avere un senso politico magari?
MM: Perché il foglio è l’ultimo luogo in cui trovare una poesia (ma rimane un buon posto a cui fare ritorno) e il senso politico è dato dal linguaggio e la sua intensificazione: quanto più viene liberato da “chi è che comanda” (Humpty Dumpty), tanto più produce – e vivifica – il mondo e quella comunità che non esisterebbe altrimenti.
Non c’è tradizione fuori dall’avanguardia; dunque un ritorno a quelle lo si può intendere come “segno dei tempi” (-sembra una battutaccia?!). In fondo, se c’è questo ritorno che noti, provo a sintetizzarlo, oltre le nostre reciproche preferenze; le avanguardie storiche suggeriscono: partecipa a quel gioco senza senso né scopo di tutte le persone di tutte le età, epoche e tempi (=arte) esperimenta e vivi liberamente la tua propria forma di vita(?)

A: Qual è il primo luogo in cui tu trovi la poesia? Qual è il tuo rapporto col significante? Ti devo confessare che a volte, vedendo le tue esibizioni, penso alla musica come tutto significante e alle parole come tutto significato, può avere un senso questa cosa che sto dicendo o ti sto offendendo?
MM: Nessuna offesa né dovere. I significati sono molti, in contraddizione tra loro, ambigui e già intesi nel nostro dire (questa è la parte scioccante), ha senso allora. Ma vien da chiedersi, cosa c’entrano con la parola? Il significante è l’uso che se ne fa. Del mio rapporto posso dire: chi fa non sa. Tornando alla prima domanda: trovo la poesia nel secondo luogo. Perché in primo luogo contiene il mondo e non è contenuta*. Mentre il secondo luogo viene prodotto da quel drizzar di antenne da fare poetico che dà un agire e un vedere “o oggetti / o poesia / non altro ” (A. Giacometti) per arrivare a “les jugements sur la poésie ont plus de valeur que la poésie”. *(dedicato ai post-poeti) ”Toda poética construye su casa / con ladrillos que también son míos / Por qué entonces hacerla sin ventanas?” Gabriel Jaime Franco
continua […]
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