Recensioni

AMOBARBITAL

a cura di Giuseppe Rizza 

Apples; titolo originale: Mila; regia e co-sceneggiatura di Christos Nikou; Grecia; 2020; durata: 90 minuti; La pellicola è stata presentata nella sezione Orizzonti del Festival di Venezia

                                                                               

Vol. 121

                                                                           AMOBARBITAL

Non servono i muri, o in alternativa
non bastano
se non sai dove battere la testa
è più facile dire Sì
o rispondere No?
I fiorai non sono allergici al polline
solamente alla primavera
ma nelle tasche non c’è
una tua traccia una tua sigaretta.
Le fotografie vanno scattate spalle al muro
un dito, magari l’indice, sopra l’otturatore
non è necessario sorridere.

Le mele vanno lavate con cura
sotto il getto del lavello di cucina
preferibilmente sbucciate
come l’asfalto ai ginocchi
le carote disposte sul piatto
se lessate si tagliano con maggiore facilità
nessuno ti cerca se smarrisci la memoria.
Le tue vene ancora non si trovano.

Il coltello va mosso in silenzio
e il dardo va fatto
vibrare nell’aria
prima di essere affondato nella carne
neppure Robin riconosce più Batman.

Le arance non trovano posto
solo a spicchi nel bicchiere
e nel mio fienile ci sarà sempre
un giaciglio a raccogliere
le impronte del tuo corpo sulla paglia.
Gli astronauti detengono una leggerezza
abbastanza giustificata.

Dipingimi nel silenzio delle tre
alle cinque stralciami
io ti innesto nelle alghe verdi
oppure fra la saliva e la mandibola
i sentimenti seguono nomi
che sono solo convenzioni.
L’abatjour che hai nel petto
ha il fulmine rotto e
nessun progresso nel lancio del dado.
L’ardore è una constatazione senza seguito.

Dietro le saracinesche
del negozio coi televisori
io ti lascio le nespole
gli endocarpi
che ho succhiato diligentemente
non piangere più da sola
espungi la gramigna.

La radiosveglia ha ricevuto un’offerta
eppure sulla locandina il tuo nome non compare
istruiscimi sulla sequenza
da seguire in caso di smarrimento
quale vena toccarti
quale punto spremerti
le tue caviglie sono spoglie.

Malou non ha il colore degli occhi
solo sangue che colora le cornee
tu non guarisci ancora
scolorisci sotto il peso del sole
hai una vena alla tempia
che si dilata quando non mi pensi
e nèi scaturiti da criteri oggettivi
un martedì ne scoprirò i significati.
Io non voglio riacquistare la memoria.

Hai una foto sotto dei mandarini?