Recensioni

Yìjīng

a cura di Giuseppe Rizza

Pity; titolo originale: Oiktos; regia e co-sceneggiatura di Babis Makridis; Grecia; 2018; durata: 97 minuti; La pellicola è stata presentata al Sundance

                                                              Vol. 128
                                                                        

Se alzi il basculante del garage
puoi vedere il cielo
se si è fortunati il mare
ma piangere serve solo
all’industria dei kleenex
la pietà è un’espressione con le rughe.
Le torte all’arancia
se cucinate dai vicini di pianerottolo
possono diventare di più
di un pensiero gentile e cortese
le colazioni non dovrebbero essere mai dolci.

L’apnea mi riveli di ritorno al telefono
è uno stato mentale che può coinvolgere
anche la cassa toracica inoltre
non ho mai particolarmente amato
organizzare feste a sorpresa al mio compleanno
le condizioni generali rimangono critiche
i medici non errano mai
ma solo talvolta
sono passata a trovarti in reparto
ma in camera non c’era nessuno
io non so che dirti
anche se formulo solo frasi
in forma negativa.

I cuori si fermano
perché emozionati
anche se posseggono un repertorio tutto loro
scrivere per altri o per te
non aumenta le mie responsabilità
le cicatrici si muovono durante la notte
per poi tornare ferme alla luce del giorno.
Le tele non si studiano mai da vicino.

I cani, se in lacrime,
prediligono essere osservati
i gatti si nascondono sul balcone
il tuo lato del letto
non corrisponde al mio
gli alcolici sminuiscono alcuni sentimenti
mentre altri li amplificano.
La regina Margherita sarà ricordata
solamente per la pizza omonima.

I ragazzi amano giocare in spiaggia
ma le tue poesie sono solamente mie
il dolore esiste unicamente nella testa
i capelli diventano bianchi
senza alcuna spiegazione.

I frangenti è il titolo di una raccolta
di poesie pubblicate in cento copie
il silenzio gode di scarso consenso
l’alimentazione va curata come una malattia
qualcuno possiede il talento
di simulare in modo reale
il libro dei mutamenti
contiene risposte
che non vuoi sentire
Umberto Poli scrisse per la sua amata
rime in cui la paragonò ad alcuni animali
ma non erano esotici come i tuoi.

La musica classica
distende il battito cardiaco
e le pugnalate possono essere
una metafora pungente
il mio corpo ha reagito bene alla vaccinoprofilassi
ora ho una serie di anticorpi
una risposta per ogni possibile mancanza.
Suonare melodie allegre è sempre rischioso.

Gli eritemi solari
possono essere debellati facilmente
spalmando creme ad alta protezione
su tutta l’epidermide
ma la mia schiena non è di nessuno
le piante vanno spruzzate nelle ore di ombra
nelle serre uomini meditano
sui motivi per regalare un fiore.
Gli album di famiglia
hanno tutte le pagine vuote
la saggezza il ritmo pacato della pioggia.
Affezionarsi a qualcuno è un rischio da correre.

Le tue parole mi conciliano il sonno.