I giudizi di Manfurio (Paolo Marati)

Manfurio, antiquato com’è, detesta la narrativa contemporanea, ma la legge assiduamente e la giudica. I suoi criteri di giudizio sono, però, avulsi dai gusti letterari del momento. A volte si entusiasma per dei romanzi dall’impostazione tardo novecentesca e ne spiega anche il perché. Non riesce proprio ad apprezzare l’autobiografismo imperante. Lo valuta narcisismo. Lo ritiene soltanto il risultato di una generalizzata ipertrofia dell’io che nasconde una sostanziale mancanza di originalità e di fantasia.
Paola Silvia Dolci
a cura di Paolo Marati  Vittorio Macioce, nato ad Alvito, una città – stando allo stesso autore – immaginaria, alla pari di Atlantide, di Avalon, di...
Paola Silvia Dolci
L’inseguitore di Cesare De Marchi (Mondadori, pp. 211) Gradevole, sgradevole. Due aggettivi antonimi che ricorrono, o uno o l’altro, in quasi tutte le pagine del...
Paola Silvia Dolci
Non c’è scampo, Vrònskij è sempre presente, non manca mai di macerare, con fatuità raffinata, ogni coppia e a imporle la dolente attesa del...