Interviste
Intervista alle sperimentazioni poetiche contemporanee (V)

Ophelia Borghesan
A: Ciao ragazzi. Mi dite, in sintesi, qual è il cuore di Ophelia Borghesan? Ho voluto fortemente avervi alla fine di questa ricognizione sulle sperimentazioni poetiche, secondo voi come mai?
OB: Ciao Andrea, il cuore di Ophelia Borghesan è qualcosa che intende tenere insieme il sentimentale, il patetico e il politico. L’estetica massimalista e giocattolosa, ovvero l’endecasillabo, sono strumenti utili a rendere accettabili le cose di cui parliamo.
Per rispondere alla seconda domanda, che ha a che fare con l’azzardo: probabilmente siamo in questa ricognizione a causa di un fraintendimento di partenza, non riferibile a te, che per comodità associa l’uso di più forme espressive con una attitudine sperimentale; noi però non possediamo questa attitudine. Perciò, per rispondere meglio a questa seconda domanda, e azzardando ulteriormente: secondo noi ci hai inserito in questa ricognizione per dimostrare una volta per tutte che la nostra non è sperimentazione poetica, e neanche sperimentazione tout court.

A: Siete alla fine perchè credo che la vostra poesia sia pop e sperimentale al tempo stesso[1] e potreste fare da ponte fra le sperimentazioni e una sintesi contemporanea. Non credete in questa possibilità?
OB: Il fatto è che per noi lo sperimentalismo, che comprendiamo dal punto di vista teorico, diciamo da manuale, non viene applicato dal punto di vista operativo. O meglio: se con sperimentazione si intende un orizzonte creativo potenzialmente smisurato, allora sì, ci piace sperimentare. Se invece la si intende come il fare parte di una linea di ricerca alla quale magari dare un contributo consapevole, o di fare da ponte tra qualcosa e qualcos’altro, allora no, perché è proprio fuori dal nostro radar di interesse.
La critica però può trovare questi collegamenti, che ci sono, e troviamo interessante quando questo avviene. Proviamo gratitudine nei confronti della critica quando si interessa ai nostri lavori. A noi però interessa di più portare avanti dei discorsi (es. lo sfruttamento animale, l’antispecismo, i diritti di chi lavora) in maniera non ideologica e soprattutto non formalmente respingente, per poter arrivare a più persone possibile.
[1] Tormenteremo nervosamente / la treccia in attesa del suo arrivo, / leggeremo l’ultimo whatsapp / nel dubbio di aver esagerato / con gli emoji, attendendo l’esilio / nei deserti d’ossa della friendzone.
Utenti on-line
Ci sono attualmente 16 Users Online