Approfondimenti
Dalla letteratura elettronica al fascino della letteratura inesistente (I)
a cura di Andrea Paoli
La poesia combinatoria ha un’origine bizzarra, nasce dalla provocazione dadaista di Tristan Tzara e dai “cadaveri squisiti” del surrealismo: in “How to make a dadaist poem” viene suggerita la via veloce per diventare poeti: ritagliare parole da un giornale, mettere i pezzetti in un recipiente, agitare ed estrarre componendo casualmente una frase. I surrealisti, invece, si divertivano in gruppo ad alternarsi disegnando i pezzi di un disegno senza conoscere tutta la parte disegnata dall’altro.

“Cadavres exquis”, André
Breton, Yves Tanguy, Man Ray,
Max Morise.
Da questi giochi iniziali si è arrivati alla letteratura potenziale, è solo a questo punto che si determina il passaggio dalle sperimentazioni artistiche a un movimento letterario che si è posto l’obiettivo di cercare approdi originali imponendo nuove forme. La cosa affascinante della letteratura potenziale sta, appunto, nella sua dimensione possibile.
Citando un esempio arcinoto, “Cent Mille Milliards de Poèmes” di Queneau, possiamo vedere come, al godimento del libro sotto il profilo della lettura si aggiunga anche il godimento per il piano potenziale, ossia il fatto di poter comporre centomila miliardi di poesie semplicemente cambiando l’ordine dei versi.
La letteratura potenziale rappresenta un modo di scrivere che evidenzia la potenzialità, il desiderio espanso che, però, viene pur sempre limitato a un numero definito, a delle grandi combinazioni. È proprio la limitazione del numero a dare il potenziale più grande a un’opera: la potenzialità, infatti, nasce dal rapporto fra il non detto e il detto, il non scritto e lo scritto e, dal
punto di vista del lettore, ciò che si è letto e ciò che si sarebbe potuto leggere se solo si fosse
compiuta un’operazione x invece dell’operazione y.
Il passaggio dalla letteratura potenziale alla letteratura elettronica è ben spiegata da Scott Rettberg nel suo libro “Electronic Literature”:
“[…] text generation programs themselves can be considered potential literature machines – all of the elements of a poem or story are in place before the given program runs, but the actual poem or story is not produced until that operation take place”.
È grazie a un importantissimo informatico inglese, Christopher Strachey, che possiamo collocare con certezza nel tempo la prima opera di letteratura elettronica, si tratta del programma “Love Letters”, che viene realizzato nel 1953 sfruttando il permesso, dato da Alan Turing, di accedere alla macchina “Manchester Mark 1”. Da lì la nascita, tempo dopo, dell’ELO (Electronic Literature Organization) e gli sviluppi fino ad oggi della poesia combinatoria.
Ogni intersezione fra due elementi che prima non erano stati messi ripetutamente in dialogo, può sempre dar vita a qualcosa di nuovo nella forma e nel contenuto. Nel filone di poesia combinatoria iniziato da Strachey, il risultato finale non è veramente un testo ma è un processo che, in quanto tale, rimane potenziale. Differentemente la potenzialità nasce e si esaurisce nei lavori di altro genere.
Dear duck
My love beautifully hopes for your affection. My wistful infatuation constantly longs for your breathless enchantment. My eagerness passionately tempts your loveliest eagerness. You are my favourable infatuation. My enthusiastic rapture.
You are my tender liking. My loving liking. My love is uttered to your converted eagerness. My eyes too lovingly. My light-tinged eager lips await your loveliest name.
Yours fervently
R.U.C.
Se guardiamo la letteratura elettronica troviamo un esempio nell’”Hypertext Fiction”, che altro non è che un testo che si avvale dei collegamenti ipertestuali per creare una dinamica differente col lettore. Altri esempi di potenzialità che si esaurisce in un risultato e non in un processo continuo li possiamo prendere dal Gruppo 70, mi sembra in particolar modo rilevante riportare una delle opere di Eugenio Miccini:

“Opere anni ’60, Grandi collages”, Eugenio Miccini. Galleria De’
Foscherari, Bologna. Foto della Fondazione Bonotto
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