Approfondimenti
Guerra e filosofia
a cura di Vittorio Alfieri

In questo momento con la “terza guerra mondiale a pezzi’, citando papa Francesco che ha espresso questo pensiero nel 2014, con 56 conflitti attivi nel mondo, può aiutare quanto meno per ridurne il numero, la visione di Immanuel Kant manifestata nel saggio filosofico-politico: “Per la pace perpetua”.
Venne presentato come un ipotetico trattato di tregua perenne. Il progetto proposto da Kant è giuridico e non etico: egli non spera che gli uomini possano diventare più buoni, ma ritiene possibile costruire un ordinamento di norme in grado di abolire la guerra,come avviene all’interno degli stati federali. L’opera è composta da 6 articoli preliminari e 3 definitivi che sono: La costituzione civile di ogni stato deve essere repubblicana -ius civitatis-; Il diritto internazionale deve fondarsi su una federazione di stati liberi-ius gentium-. Il diritto cosmopolitico deve essere limitato alle condizioni di una ospitalità universale -ius cosmopoliticum-
Particolare attenzione il filosofo pone, partendo da presupposti giusnaturalistici, sui diritti umani / diritti naturali: i diritti umani sono quelli naturali, ovvero quelli che si acquisiscono dalla nascita, che devono essere garantiti e tutelati e si possono perdere solo con la morte.
Per Kant è fondamentale il concetto di cosmopolitismo, inteso come regolazione dei rapporti non solo tra stati e popoli, ma anche tra esseri umani — donne e uomini — che, condividendo una superficie terrestre finita, devono imparare a convivere fianco a fianco, “devono tollerare di stare l’uno a fianco dell’altro”. Da questa consapevolezza deriva l’urgenza di una politica dell’ospitalità, ossia quel diritto minimo per cui chi arriva in una terra straniera non deve essere trattato come nemico solo per il fatto di esserci giunto.
Nel senso attuale, il cosmopolitismo si traduce in un atteggiamento di apertura: è la postura di chi si riconosce cittadino del mondo, oltre le appartenenze di sangue o nazione, nell’anelito alla pace perpetua — tanto più necessaria quanto più il punto di non ritorno, sul piano climatico, etico e politico, si fa prossimo.
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