NIPPON

a cura di Giuseppe Rizza  

NIPPON

VOL.119

https://image.tmdb.org/t/p/original/a81tIZHJJdQg8FIWgXlL1jqiyX1.jpg

Sans soleil; soggetto, montaggio, regia di Chris Marker; Francia; 1983; durata: 100 minuti

In Islanda capita di passeggiare
fra i pochi prati verdi presenti
e di conversare carezzando i ricordi rimasti
in una nuvola di zucchero filato
mentre i traghetti sono mezzi di locomozione
lenta utili per spostarsi su un arcipelago
così mi allontano da te
i tuoi capelli dall’oblò scompigliati dalla brezza
la banalità è un vento a campo largo.

Esistono vari tipi di memorie
quella a lungo, quella a breve termine
quelle di Vittorio Alfieri
vita che mi detti e mi scrivi
la sete non si ricorda di me
il latte fermentato è una droga
sviluppatasi a Tokyo negli anni ‘80
il sakè va bevuto a piccoli sorsi
oppure rapidamente, ma a mani giunte
scimmie da passeggio mi tengono per mano.
La contemplazione dei paesaggi
è di conforto alla retina
non è stato ancora dimostrato
se lo è pure ai nervi
muovere le braccia provoca astenia
nominare gli oggetti le persone
non li rende più vividi
gli aggettivi vanno etichettati
con targhetta Necessari/Non necessari
a seguire fare lo stesso
con tutte le altre forme di vita.
La parola Primavera è da maneggiarsi
solo con i guanti bianchi.

Gli animali domestici tornati da una vacanza
si accertano che non ci sia polvere in casa
leggere le mani altrui
è l’hobby preferito dei cartografi
le vene sono cavi elettrici
leggere per strada implica un discreto orientamento
i flauti di canna di bambù
possono essere ascoltati
solo da chi li suona
a occhi chiusi.
Non comprendere sviluppa il desiderio.
L’orrido ha numerosi alleati
inutile elencarli tutti
i fiori finti le bibite gassate
la censura nelle televisioni di stato
eppure il tempo è un pessimo medico
un farmaco scaduto da anni
bambole di plastica a cui manca la testa
le ceneri sono ricordi che non lasciano traccia.

Rinviare ogni possibile scelta
è già di per sé una scelta
il passato è mutabile
la pioggia modifica i vetri
le vetrine dei grandi magazzini
riflettono le espressioni dei miei silenzi
decifrarli non conduce a nessuna rivelazione
scremare e imburrare
hanno la stessa radice
i ciliegi sono alberi da cartoline.

Nei bar i videogiochi sono silenziati
così da permettere agli avventori
di bere spremute di arancia in tranquillità
ma per noi non c’è pace
scriviamo mail ai soliti destinatari
veniamo ignorati dai premi aziendali.
Quando muore un panda
un crisantemo piange.

Le apparenze si mostrano in déshabillé
i vulcani preferiscono dal mare
gli emù disdegnano il petrolio
Radio Hong Kong festeggia
il nuovo anno lunare
il segno dell’acqua
il segno del cane.

I condor rubano gli occhi alle giraffe.

FOTOGRAMMATICA (Giuseppe Rizza)

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