François-Marie Arouet, accendi tu la luce?

Quando si parla di Voltaire, la prima cosa che viene in mente è il movimento culturale dell’Illuminismo. Insieme a personaggi come Montesquieu, Rousseau e Diderot, infatti, incentrò la sua produzione su questo pensiero caratteristico del XVIII secolo. Fu un convinto seguace della “religione naturale”, anticlericale, laico e ispiratore del pensiero razionalista e non religioso moderno. Con uno stile di scrittura pulito e ironico ha influenzato molti rivoluzionari e filosofi del XIX e XX secolo.

Uno dei suoi capolavori più apprezzati è Candido, pubblicato per la prima volta nel 1759. Un’opera che ha attraversato i secoli mantenendo la sua forza e attualità, questo romanzo filosofico offre una critica pungente alla società e al pensiero dell’epoca, attraverso la storia del giovane Candido che, ingenuo e ottimista, si trova a vivere avventure straordinarie e dolorose in un mondo pieno di ingiustizie, violenza e intolleranza. Da qui l’importanza nella letteratura e nella storia della filosofia e la sua attualità per la nostra società contemporanea, afflitta da orribili violenze ma fortunatamente caratterizzata anche da sprazzi di luce…d’altronde da sempre il mondo ha giornate di illuminismo e giornate di medioevo.

E mentre Socrate afferma di “sapere di non sapere”, Isaac Newton si paragona a un bambino pieno di curiosità ma anche di ignoranza, gli illuministi si considerano uomini razionali, protesi verso il rifiuto assoluto della religione. “Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua intelligenza!” (Kant), questo il motto dell’Illuminismo, il cui elemento centrale è la ragione, purtroppo spesso offuscata dalle credenze imposte dalla religione e dalla società.

Il compito degli intellettuali era (ed è ancora oggi…) quello di guidare gli uomini e consentire loro di uscire dal buio in cui erano confinati, ponendosi quindi una missione civile: “illuminare” diffondendo appunto i valori della ragione e della critica.

Tra i filosofi più importanti, promotore dell’illuminismo inglese ed europeo, non possiamo non ricordare John Locke. Egli interpreta l’illuminismo come il momento in cui la ragione aiuta l’uomo ad uscire da uno stato di inferiorità, cioè lo aiuta a non dipendere intellettualmente dagli altri. Locke creò l’empirismo, la teoria filosofica secondo cui la conoscenza dipende completamente dall’esperienza, che, insieme al razionalismo, rappresentano due delle grandi scuole filosofiche dell’età moderna, di cui l’illuminismo è solo in parte l’erede: infatti il concetto illuministico di ragione si differenzia da quello empiristico perché, rispetto a quest’ultimo, pone una maggiore fiducia nei poteri intellettivi dell’uomo.

Ancora oggi comunque i valori dell’illuminismo, libertà, uguaglianza, fratellanza e tolleranza rappresentano il dono culturale più grande che l’Europa abbia fatto a se stessa e al mondo, sta a noi l’onore e l’onere di mantenerne accesa la fiamma.

Vittorio Alfieri