POESIE CHE VOLEVANO VOLARE (O DELLA COMUNICAZIONE POETICA AEREA TRA TORINO E MILANO)

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In principio fu un aereo di carta contenente una poesia.
L’aereo prese il volo dal balcone di Daria Spada, cantante lirica, e di Maksim Cristan, scrittore e musicista, ideatori dell’ormai famoso “Concertino dal balconcino”. Dove? A Torino, naturalmente.
L’idea dell’aereo poetico venne in mente a Franco Idda, artista, performer e restauratore (restauratore di mobili antichi e di ideali dimenticati).
Nel frattempo, Valeria Bianchi Mian – psicoterapeuta con la testa piena di idee da mettere in creazioni – aveva percorso la città seminando poesie qua e là; sulle auto, nei cestini delle biciclette, sui sedili della metrò, sugli autobus, sui muri. Regalare poesie alla città fu ed è, a suo modo di vedere, un gesto poetico.
I gesti divennero azioni progettuali a partire dall’incontro dei due personaggi di cui sopra. Divennero performativi dichiarati ai quattro venti, messi in atto con la partecipazione di più di ottanta poeti contemporanei italiani (nei tre eventi) e un volo di duecento poesie dalla Mole Antonelliana in collaborazione con il Museo del Cinema; aumentarono di intensità nei dintorni di Natale, quando le poesie si trasformarono in una nevicata di versi partita dalle finestre di Palazzo Reale, accompagnate da una danza acrobatica eseguita da Maurizio Puato.
Il terzo evento occorse in Luglio. Fu una piccola flotta di aerei dalla mongolfiera e in quella occasione vennero i bambini. Tanti bambini, soprattutto rom. Raccolsero le poesie, leggendole in un linguaggio di meraviglia.
Valeria e Franco sarebbero andati volentieri a Milano, a Pisa, a Parigi per lanciare aerei di poesie dai monumenti più alti. Catapultare poesie. Paracadutare poesie. Milano ci ha già pensato, grazie. Grazie a Expo.
Il 26 settembre 2015 voleranno poesie su Milano ma gli organizzatori di Poesie Aeree ne sono venuti a conoscenza per caso. A realizzare la performance, per descrivere la quale vengono usate le stesse parole che La Stampa di Torino utilizzò per gli eventi in questa città, il collettivo cileno Casagrande – che ha già operato con performance in occasione di grandi eventi – l’Expo-Milano, il Comune di Milano. Non saranno aerei ma volantini. Centomila, niente di meno. Una balena bianca, paragonata a noi pesciolini. Sarebbe stato bello incontrarsi. Mi stupisce sempre come Milano non guardi Torino e come si parli tanto di rete ma poi non ci si conosca tra vicini di casa.
Restiamo pesciolini poetici. Con velleità di collaborazione e voglia di fare gruppo.

Foto di Enrico Mario Lazzarin
 

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