Poesie tedesche

traduzione e cura di Marcello Chinca

1) Invecchiare

A un tratto ho la pelle vizza
e i capelli dalla tonalità dell’asino,
sento così poco quasi fossi di pietra,
spasimo per la posta come un figlio,
la mia mente si sbriciola,
mi riscaldo ai raggi del sole
che come sbarre alla finestra
in marzo si tendono per tenermi in piedi,
e vorrò avere il fuoco,
come una donna che scalda le mie membra.
Saluto il corvo come un’uccello di morte.
La torta alla cannella nel palato
ha il gusto del fieno.
La luna mi diventa un portone
da varcare, oltre il chiarore,
fuori dal mondo nel sonno senza pene.

Johannes Kühn
traduzione Marcello Chinca ©hc2022

Altern

Plötzlich habe ich schlaffe Haut
und Haar in Eselsfarben,
höre so wenig fast wie ein Stein,
rufe den Pfosten wie einen Sohn,
mein Verstand
zerfällt.
Ich greife
nach Sonnenstrahlen,
die wie Stäbe durchs Märzfenster ziehn,
mich zu stützen,
und Feuer will ich haben
stets wie eine wärmende Frau
um meine Glieder.
Ich biete Gruß dem Raben
als Totenvogel.
Zimtkuchen
schmeckt mir im Mund wie Heu.
Der Mond wird mir ein Tor
um hindurchzugehn, durch das bleiche,
aus der Welt
ohne Pein im Schlaf.
JohannesKühn

2) Proiezione 1975

Dove sta il domani che ieri scorgevamo
l’uccello mattiniero canta tutta la notte,
avvolto in manto rosso procede il mattino
tra la brina che nel suo moto pare sangue

Leggo quanto scrissi tre, cinque, venti
anni fa come fosse il testo di un autore defunto,
in tempi in cui una morte ancora s’imbastiva al verso.
Gli assassini hanno smesso di scandire le loro vittime.

Ricordo ancora il primo tentativo di scrivere un pezzo.
Nel casino del dopoguerra il testo andò perduto.
Cominciava con il giovane eroe davanti allo specchio che tenta di indovinare per quali

percorsi i vermi avranno fatto breccia nella sua carne.
Alla fine lui in cantina fa a pezzi suo padre.
Nel secolo di Oreste e di Elettra che si sta profilando
l’Edipo non sarà altro che commedia.

Heiner Müller Traduzione Marcello Chinca
All Rights reserved ©hc2022

Projektion 1975

Wo ist der Morgen den wir gestern sahn
Der frühe Vogel singt die ganze Nacht
Im roten Mantel geht der Morgen durch
Den Tau der scheint von seinem Gang wie Blut

Ich lese, was ich vor drei, fünf, zwanzig Jahren
Geschrieben habe, wie den Text eines toten Autors,
Aus einer Zeit, als ein Tod noch in den Vers passte.
Die Mörder haben aufgehört, ihre Opfer zu skandieren.

Ich erinnere mich an meinen ersten Versuch, ein Stück zu schreiben.
Der Text ist in den Nachkriegswirren verlorengegangen.
Es begann damit, daß der (jugendliche) Held vor dem
Spiegel stand und herauszufinden versuchte, welche

Straßen die Würmer durch sein Fleisch gehen würden.
Am Ende stand er im Keller und schnitt seinen Vater auf.
Im Jahrhundert des Orest und der Elektra, das herauskommt,
wird Ödipus eine Komödie sein.
#HeinerMüller

3) La Signorina Q.

Una ragazza del Settentrione,
d’aprile in una bella lunga sera
di lunedì, così tutto è cominciato,
ma poi non è successo nulla.

Svelta, a settembre, in una nottata
stanca senza nuvole, è scomparsa
frusciando lieve in una gonna rossa
e tonda, adieu, si è diretta là nel Sud.

A ottobre giunsero un paio di svelti
saluti dai monti, un paio di freddi
saluti dalla bella Obermühle
e da qualche altro bel luogo.

Più tardi uno se lo chiede: è successo?
E io: prego? Niente davvero!
Oggi di gennaio a mezzanotte;
se qualcosa avvenne l’ho già scordato.

Sì, caro signore, mi si vede col boccale
in mano bello pieno e mi si vede la brace
del sigaro. Buongiorno! E fine!
Anche il vento gioca un certo ruolo!

Ror Wolf Traduzione Marcello Chinca
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Fräulein Q.

ein Mädchen aus dem Norden,
im April, an einem schönen langen
Montagabend hat es angefangen,
aber daraus ist dann nichts geworden.

Im September, kurz, in einer müden
wolkenlosen Nacht ist sie verschwunden,
schwirrend leicht in einem roten runden
Rock, ade, da fuhr sie hin nach Süden.

Im Oktober kamen ein paar schnelle
Grüße aus den Bergen, ein paar kühle
Grüße von der schönen Obermühle,
und von einer andren schönen Stelle.

Später fragt man: ist da was gewesen?
Und ich sage: bitte? Gar nichts war;
heute zwölf Uhr nachts im Januar;
wenn was war, dann hab ich es vergessen.

Ja, mein Herr, man sieht das schöne volle
Glas in meiner Hand und sieht die Brände
der Zigarre. Guten Tag. Und Ende.
Auch der Wind spielt eine große Rolle.
#RorWolf

4)
Nella provincia 5
(Presso Aquincum)

Come investito dal carro di un colono in rotta
giace morto sulla strada romana un merlo, accartocciato.

Uno, là sempre presente e senza apprensioni, il vento,
gli aveva rizzate le penne in un nero ventaglio.

L’avevi intravisto da lontano, il fratello, al lato dell’asfalto, massacrato al suolo dall’incursione dell’orda.

Che fossero Daci o Unni, cavalli mongoli o motociclette, imprecando gli era sfuggito il ritorno al nido vicino.

Poco da dire. Sembra come se fosse stato lì un attimo fa.
All’affranto Poeta non rimase altro che passare oltre.

Così tra polveri di terra, adesso sull’asfalto bagnato c’è sempre stato movimento di genti,
i più : un Pericolo.

Durs Grünbein traduzione Marcello Chinca

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In der Provinz 5
(Bei Aquincum)

Wie vom Reisewagen gestreift eines fliehenden Siedlers
Lag auf der Römerstraße die tote Amsel, zerfetzt.

Einer, der immer dabei war, den nie was anging, der Wind
Hatte aus Flügelfedern ein schwarzes Segel gesetzt.

Daran erkanntest du sie, von fern, die beiseitegefegte,
Beim Einfall der Horde an die Erde geschmiegte Schwester.

Ob Daker und Hunnen, Mongolenpferde und Motorräder –
Schimpfend hatte sie abgelenkt von der Nähe der Nester.

Mehr war nicht drin. Sieht aus, als sei sie gleich hin gewesen.
Der miserablen Sängerin blieb nur sich querzulegen.

Damals im Staub grober Quader, heute auf nassem Asphalt.
Immer war Völkerwanderung, meistens Gefahr auf den Wegen.
#DursGrünbein

5). Voi che vi siete salvati dai gorghi
in cui noi siamo annegati
riflettete
quando parlerete delle nostre inettitudini,
riflettete sugli oscuri tempi
dai quali siete stati risparmiati.
Noi certo ce la filammo, scambiando
più spesso Nazioni che calzari,
attraversando guerre di classe, disperati
che anche qui ci fosse ingiustizia
e nessuna riprovazione.
Perciò lo sappiamo certo:
anche l’odio contro l’ignominia
stravolge i lineamenti.
Anche la rabbia contro l’ingiustizia
fa arrochire la voce. Sì noi
noi che volevamo preparare il terreno per la gentilezza,
potremmo essere gli stessi per niente cortesi.
Però, quando verrà il tempo
in cui l’Uomo sarà solidale all’Uomo,
riflettete.
Riflettete su di noi senza un biasimo.

#BertoltBrecht Traduzione Marcello Chinca
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Ihr, die ihr auftauchen werdet aus der Flut
In der wir untergegangen sind
Gedenkt
Wenn ihr von unseren Schwächen sprecht
Auch der finsteren Zeit
Der ihr entronnen seid.
Gingen wir doch, öfter als die Schuhe die Länder wechselnd
Durch die Kriege der Klassen, verzweifelt
Wenn da nur Unrecht war und keine Empörung.
Dabei wissen wir ja:
Auch der Haß gegen die Niedrigkeit
Verzerrt die Züge.
Auch der Zorn über das Unrecht
Macht die Stimme heiser. Ach, wir
Die wir den Boden bereiten wollten für Freundlichkeit
Konnten selber nicht freundlich sein.
Ihr aber, wenn es soweit sein wird
Daß der Mensch dem Menschen ein Helfer ist
Gedenkt unsrer
Mit Nachsicht.

6) Ah!
Ah, fino all’ultima ora
farò in modo di essere cortese
dovesse bussare la Morte alla porta,
direi all’istante: entri prego!

Cosa dovrebbe accadere? Di morire?
Vero che non lo hai mai sperimentato,
comunque ci riusciremmo a cullare il neonato,
ci sarà da ridere di schianto!

Intrigante come una clessidra!
Sì, che adoro stretta nella mano,
Ah – e questa sarebbe la vostra falce?
È lei che mi finirà per intero?

Cosa dovrebbe accadere? Di morire?
Vero che non lo ho mai sperimentato,
Dove mi devo volgere adesso?
A sinistra? Qual è il vostro punto di vista?
Ah, così, il mio termina fino alla fossa?
E come procederà, dico dopo?

Sì, la clessidra è svuotata.
Vorresti ora capovolgerla?
Si trova l’articolo in commercio?
È un pezzo un tantino desueto

non è che lo trovi ogni giorno,
dopo ciò avrei altro da ribattere:
Aah! Da qui in poi non devo dire più nulla?
Tutto a posto! Sono pronto!

Robert Gernhardt traduzione di Marcello Chinca
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Ach!
Ach, noch in der letzten Stunde
werde ich verbindlich sein.
Klopft der Tod an meine Türe,
rufe ich geschwind: Herein!

Woran soll es gehn? Ans Sterben?
Hab ich zwar noch nie gemacht,
doch wir werd’n das Kind schon schaukeln –
na, das wäre ja gelacht!

Interessant so eine Sanduhr!
Ja, die halt ich gern mal fest.
Ach – und das ist Ihre Sense?
Und die gibt mir dann den Rest?

Wohin soll ich mich jetzt wenden?
Links? Von Ihnen aus gesehn?
Ach, von mir aus! Bis zur Grube?
Und wie soll es weitergehn?

Ja, die Uhr ist abgelaufen.
Wollen Sie die jetzt zurück?
Gibts die irgendwo zu kaufen?
Ein so ausgefall’nes Stück

Findet man nicht alle Tage,
womit ich nur sagen will
– ach! Ich soll hier nichts mehr sagen?
Geht in Ordnung! Bin schon
#RobertGernhardt

7) Nessun trucco di magia
se si avesse poi da obiettare,
al giovane noce nero
decapitato dall’uragano

e tutte le teste delle Gorgone
molto più abominevoli,

nessun trucco di prestigio
né un gesto, solo parole
già scritte una volta,
nel mio testo vorrei inserire,

qualcosa tipo così,
tratte dall’Aquinate,
proprio perché il Male esiste
Dio esiste.

Marie Luise Kaschnitz, traduzione Marcello Chinca
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Kein Zauberspruch
Einiges wäre
Entgegenzuhalten
Der jungen vom Sturm
Gekopften Schwarznuss

Und allen viel schrecklicheren
Gorgonenhäuptern

Kein Zauberspruch
Keine Geste
Worte einmal aufgeschrieben
Will ich meinem
Text einfügen

Etwa diese
Aus Aquino
Weil das Bose ist
Ist Gott.
#MarieLuiseKaschnitz

 

8) Contro la seduzione

Non lasciatevi imbambolare!
Non c’è una via di ritorno.
Potete già intuirlo il vento della Notte:
non ci sarà più nessun domani.

Non lasciatevi ingannare!
La vita è poca cosa.
Va trangugiata a svelte sorsate!
Non vi sarà stata certo sufficiente
quando dovrete abbandonarla!

Non vi lasciate turlupinare!
Non avete più tanto tempo!
Lasciate ai redenti la polvere!
La la vita è il massimo,
È così fatta che non sarà mai più pronta.

Non lasciatevi imbambolare
da stanchezza e fatiche!
Quale paura vi può ancora toccare?
Morirete con tutti gli animali
e dopo niente vi potrà più capitarvi.

Bertolt Brecht Traduzione Marcello Chinca
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Gegen Verführung

Lasst euch nicht verführen!
Es gibt keine Wiederkehr.
Ihr könnt schon Nachtwind spüren:
Es kommt kein Morgen mehr.

Lasst euch nicht betrügen!
Das Leben wenig ist.
Schlürft es in schnellen Zügen!
Es wird euch nicht genügen
Wenn ihr es lassen müsst!

Lasst euch nicht vertrösten!
Ihr habt nicht zu viel Zeit!
Lasst Moder den Erlösten!
Das Leben ist am größten:
Es steht nicht mehr bereit.

Lasst euch nicht verführen
Zu Fron und Ausgezehr!
Was kann euch Angst noch rühren?
Ihr sterbt mit allen Tieren
Und es kommt nichts nachher.
#BertoltBrecht

9) Remotissima è questa notte. E il fulgore
di nubi attorno alla luna si squarcia.
E stanno mille finestre, la notte
e brillano da ciglia rosse e piccole.

Come sistema venoso le vie scorrono
per la città, innumeri genti sciamano dentro fuori,
E sempre un suono sordo di esseri sordi
sgorga monotono dall’ostinato silenzio.

Nascita, morte, effetto indifferente,
delirio di doglie, strenui gli urli di chi muore,
in alternanza trascorrono sordi
ciechi alternativamente.

E lume e fuoco, rosse torce e incendio,
minacciano con mani distese tutt’intorno,
brillando alte dal muro di nuvole, buio.

Georg Heym, Traduzione Marcello Chinca
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Die Stadt
Sehr weit ist diese Nacht. Und Wolkenschein
Zerreißet vor des Mondes Untergang.
Und tausend Fenster stehn die Nacht entlang
Und blinzeln mit den Lidern, rot und klein.

Wie Aderwerk gehn Straßen durch die Stadt,
Unzählig Menschen schwemmen aus und ein.
Und ewig stumpfer Ton von stumpfem Sein
Eintönig kommt heraus in Stille matt.

Gebären, Tod, gewirktes Einerlei,
Lallen der Wehen, langer Sterbeschrei,
Im blinden Wechsel geht es dumpf vorbei.

Und Schein und Feuer, Fackeln rot und Brand,
Die drohn im Weiten mit gezückter Hand
Und scheinen hoch von dunkler Wolkenwand..
#GeorgHeym, Gedichte

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