Cristina VIII

a cura di Giorgio Galli

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Firenze, 28 luglio

Caro, ma sai che l’idea dei quadrati bianchi e neri mi stimola? Sento che devo seguirla. Uno deve seguire la strada che la sua poetica traccia per lui. Può regolarla fino a un certo punto, ma poi le nostre poetiche sono qualcosa che si impone su di noi.

Le notti insonni mi si accumulano sulle spalle. Ho quasi dimenticato come si dorme. Spero stanotte di farcela. Stai con me. Siamo due fratelli e passiamo la notte abbracciati.

Lore

Firenze, 4 agosto

Ciao Christian. Grazie per avermi mandato la Quarta di Mahler. È diversissima dalla Settima, ma mi entusiasma altrettanto. È veramente un sole fra i ghiacci, come mi hai detto tu al telefono. Di chi era questa definizione?

Ieri sono uscita con un’amica dopo tanto tempo, ma mi sono annoiata. Parlava solo di lavoro. In più, c’era in giro troppa gente, e quasi tutti erano senza mascherina.

Mi sento leggermente più serena, la follia che mi ha dominato per mesi mi sta abbandonando, ma non vorrei che mi abbandonasse anche la creatività. Non ho nemmeno voglia di prendere la macchina fotografica. Pensi che guarendo, diventando sana, perderei il mio dono? (Non che sia un gran dono, ma per me è importante, è una parte di me importante.)

Roma, 5 agosto

Lore carissima,

non si “guarisce” da nulla, al massimo si passa ad un’altra follia più gioiosa. Le tue immagini si stanno rasserenando, dall’essere radiografie del tuo mondo interiore stanno passando a una dimensione più sovrapersonale… ma tu sei ancora in cammino, ti stai solo trasformando. Van Gogh, se si fosse curato, avrebbe dipinto altre Notti stellate, ma le avrebbe dipinte. È un’idea romantica quella per cui l’infelicità è creativa. Guarda Chagall. Certi suoi quadri ci insegnano che l’arte avrebbe dovuto occuparsi di più della gioia.

Il caldo è troppo forte, questo caldo claustrofobico, innaturale, che non fa pensare, che mi assedia il cervello e mi rende inerte e irrequieto…

Ciao Lore, scusa se mi interrompo così, ma Ilaria mi chiama, credo abbia bisogno.

PS la definizione di “sole fra i ghiacci” per la Quarta di Mahler è di Quirino Principe.

 

Firenze, 8 agosto

Chris, caro,

scusa se non mi faccio sentire. Ho tanto lavoro e sono tanto stanca. Mi preoccupa questa mia stanchezza. È qualcosa di più di una stanchezza, è un’apatia, una mancanza di vitalità. Mi sento inadeguata alla vita. Succede anche a te? Mi sento di un’integrale vigliaccheria di fronte alla vita. Una che non ha mai avuto il coraggio di nulla.

La mia vicina di casa se ne andrà. La stanno sfrattando. Il marito le ha lasciato un mucchio di debiti e due figli da accudire. Lei fa tre lavori, lavora anche di notte, ma lo stesso non ce la fa. Lei sì che ha il diritto di essere stanca. Mi mancherà. E mi mancherà anche il suo gatto che ogni tanto ci viene a trovare.

Buonanotte Chris. Scusa se mi lamento tanto.

 

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scritture di frontiera (Giorgio Galli)

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