Cristina XI

a cura di Giorgio Galli

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Roma, 28 agosto

Cara, mio cognato è morto. Andremo a Milano la prossima settimana. Dalla nostra amica non siamo più andati, ci è stato comunicato che, causa Covid, nella struttura può entrare un solo visitatore al giorno. Abbiamo dovuto dare la precedenza a chi può esserle utile, agli amici di Napoli che la aiutano ogni giorno.

Ho sentito Silvia, la mostra si fa a ottobre. Come date ti propone dal 15 al 22  o dal 23 al 30. Valuta tu quando ti sarebbe più facile venire a Roma. Oddio, teoricamente non è nemmeno necessaria la presenza fisica dell’autrice, ma sarebbe più bello se venissi -anche perché vorrei rivederti.

Fammi sapere

Chris

 

Firenze, 29 agosto

Chris, non è la stessa cosa tra Kafka e Cristina. Kafka è stato consegnato al mondo, noi riusciremo al massimo a fare un evento di piccola portata, che forse non avrà risonanza nemmeno sulla stampa locale. A far conoscere l’arte di Cristina credo valgano più le fotografie postate su Facebook che una mostra in via Margutta. Non sono più i tempi in cui una mostra poteva decidere del riconoscimento di un autore, è tutto più complicato. Uno oggi dovrebbe passare la maggior parte del tempo affacciato alla finestra a gridare “Io esisto!” Chi non ha il carattere giusto -come me e te- può tranquillamente ritirarsi e scegliere un’altra attività, oppure deve nascondere il suo lavoro artistico in due scatole che finiscono dal robivecchi come ha fatto Cristina. Siamo veramente patetici quando pensiamo di poterci far vedere.

Al link di sotto puoi scaricare tutte le foto che penso di mettere nella mostra. Sto facendo preparare anche un catalogo. Tu mandami le foto di Cristina che vuoi scegliere e faremo un catalogo anche per lei. Come date, direi che dal 23 ottobre è meglio, ho tanto lavoro e una settimana in più mi dà modo di prepararmi meglio.

Scusami se non ti scrivo di tuo cognato e della tua amica, ma mi conosci, quando non ci sono parole preferisco star zitta piuttosto che spenderne di vuote. Ma vi sto vicina col pensiero e con l’anima -questo lo sai- e mando un abbraccio forte anche ad Ilaria. È un periodo orribile quello che stiamo vivendo. Soprattutto è orribile la solitudine di chi sta affrontando prove sfibranti e non può contare nemmeno sulla presenza dei propri affetti. Come infermiera, ne sto vedendo tanti -e non mi abituo a vederli, e ogni volta è uno strazio sempre diverso.

Abbi cura di te.

Lo

 

Roma, 7 settembre

Lore cara,

siamo tornati. È stata durissima. È sempre durissima restare quando qualcuno muore.

Al funerale non siamo potuti andare perché, come sai, con le norme anti-Covid si può presenziare al massimo in cinque: per cui, oltre a morire soli, questi poveri cristi non hanno nemmeno un po’ di gente che li accompagni alla tomba. Siamo però andati a trovare i nostri parenti e… che ti devo dire? È stato straziante non solo per la situazione in sé, ma anche per l’ambiente che li circonda. Aspettavamo che venisse la madre di Ilaria e abbiamo sentito della gente parlare. Una donna diceva cose di una scurrilità tremenda sulla moglie di suo figlio, parlando di un aborto recente di questa povera donna è arrivata a dire “La faccio abortire io a calci nella figa”. Le mitiche classi popolari sono questo: sono questo degrado ed è da lì che parte il marcio dell’Italia. Come i parenti di Ilaria resistano in un ambiente simile è un mistero, ma forse qui sto parlando da viziato che proviene da una classe sociale agiata. Credo che l’enorme dolore che si respira in quella famiglia abbia origine dall’orrore umano che la circonda. C’è di buono che mi sono sentito fiero di avere una moglie che, da quelle origini, è riuscita ad arrivare dove è arrivata, a fare una vita in cui la bellezza ha una parte importante. Anche se non condivide le mie passioni letterarie, Ilaria è una donna colta, al modo in cui sono colti gli autodidatti spinti da una rovente motivazione. Scherziamo sul fatto che io preferisco l’arte e la letteratura del Novecento, lei stravede per Caravaggio e i pittori antichi. A me piace il cadavere fresco e a te quello stagionato, le dico. In ogni caso, scrittori e artisti amati formano una lunga lista di morti. Adesso anche Cristina è morta. Solo tu sei rimasta, vivissima fra i miei artisti preferiti.

Siamo vivi, amica mia. Dovremmo dare valore a questo fatto e vivere ogni secondo come se fosse il primo o l’ultimo, senza sprecare tanto tempo.

Chris

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scritture di frontiera (Giorgio Galli)

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