Las nubes (VI)

di Guilermo Piro
trad. Piero Dal Bon

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A Horacio Zabalijuderguei

Gabriela Liffschitz

Questo cielo è davvero rimarchevole. E’ come una città fantasma, morta, limpida, tranquilla. Tutto è in silenzio, teso. La atmosfera è soffocante, degna di loro, mortale

 

Questa nube solitaria, intollerante, acconsente raramente ad avere compagnia – non c’è nessuno con cui valga la pena parlare

 

Attraverso esercizi spartani, questo cirro sospinto, questo scompiglio in sospensione, si tramuterà laboriosamente in eccellente nube – franca, allegra, senza nessuna gravità e disposta a una reazione istantanea

 

Grandi superfici troncate, niente di sicuro. Una nube così minuziosamente screpolata e tutti i segmenti staccati

 

Stracciona, e anche così, servirebbe da trofeo

 

Simpatica, allegra, tollerante. Ancora al riposo, quando la maggioranza dei volti perde la sua vivacità, questo fenomeno di morosità continua a tenere lo sguardo intelligente, conserva la sua eleganza

 

Una nube di buone dimensioni) – un astro. (E un altro, che a ogni istante, è più bello)

 

Tanto pulita e femminile che sembra debole. Magra, ma di forme perfette, definite. Si muove con oliata agilità – un piacere per la vista

 

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Las nubes

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