Cristina VI

a cura di Giorgio Galli

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Firenze, 18 luglio

Chris, di male in peggio. Ieri il figlio di una mia conoscente si è tolto la vita in un modo così improvviso che ancora non riusciamo a renderci conto che è vero. Lo conoscevamo come un ragazzo sorridente, aperto… Ma ieri si è lanciato dal tetto dopo venti minuti che la polizia cercava di dissuaderlo, ed io sono arrivata proprio quando si è buttato giù. Mi è caduto così vicino che ho i vestiti schizzati del suo sangue, un orrore e uno spavento infiniti. Mi tremano le mani mentre te ne scrivo…

Proprio qualche giorno fa parlavamo del suicidio. Non c’entrerà, ma parecchie persone mi dicono di avere i figli in crisi. Chi studia non sa se e come riprenderanno gli studi dopo la pausa Covid, chi cerca lavoro vede allontanarsi la prospettiva di trovarlo. Diventano tutti vulnerabili e aggressivi perché vedono il futuro sparire dai radar. Questi ragazzi si voltano indietro e non vedono niente, si voltano avanti e vedono il nulla… sono pericolosi, Chris. Io ho paura. Anche per Jacopo. Cosa lo aspetta in un mondo che odia i diversi e non dà futuro ai ragazzi?

 

Roma, 19 luglio

Lore cara,

è successo anni fa alla figlia di una mia amica musicista. Un dolore inimmaginabile. A volte però penso che sia stata colpa della musica. Gli artisti devolvono parte della loro sensibilità a qualcosa che non vive, e diventano in certi casi la negazione stessa della vita. Forse dovremmo tutti dar meno retta ai nostri impulsi artistici e più ai nostri cari.

Ho ricevuto ieri questo messaggio. Si fa un po’ di luce sulla nostra fotografa misteriosa.

Gentile Christian, la persona negli autoscatti è –ne sono sicuro- la mia maestra delle elementari, Cristina Megalizzi. La ricordo bene perché era un’insegnante severa ma umana, con una borsa da cui tirava fuori di tutto –la chiamavamo Mary Poppins- e ricordo che aveva sempre dietro una macchina fotografica. Non sapevo che avesse un simile talento, ma era una persona molto particolare, a posteriori direi fragile. Che io sappia, non era sposata. Non so dire se è ancora viva perché a un certo punto, a metà degli anni Ottanta, si è trasferita. Mi sembra di ricordare che fosse originaria di Terracina, ma insegnava a Roma. Ignoro la città in cui si è trasferita. Se è ancora viva, credo che abbia intorno agli ottant’anni. Piacerebbe anche a me sapere qualcosa di più sul suo conto, anzi se riesce ad avere notizie la prego di darmene, la rivedrei volentieri. Il cognome Megale anziché Megalizzi probabilmente è dovuto a un segno di abbreviazione interpretato erroneamente come una E. Cordiali saluti, Lorenzo Cilona

A questo punto, però, io non so come muovermi, nel senso che non so come fare a sapere qualcosa in più di Cristina Megalizzi. Potrebbe essere ovunque, e potrebbe anche essere morta.

 

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scritture di frontiera (Giorgio Galli)

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